Nel cuore di Milano, con vista privilegiata sulle guglie del Duomo, il mondo dell’Armagnac ha fatto il suo ingresso in scena per una serata speciale all’ombra della Madonnina. Il 19 febbraio scorso, gli spazi esclusivi di Duomo 18 hanno ospitato una degustazione senza precedenti dedicata ai millesimi della tenuta Rounagle, guidata dal proprietario Hugues Amesland. L’evento, organizzato in collaborazione con Gruppo Meregalli, distributore italiano della maison francese, ha offerto agli appassionati riuniti per l’occasione l’opportunità di esplorare la profondità e la personalità di una delle realtà più interessanti dell’Armagnac contemporaneo.

Da Ténarèze a Milano: la storia della tenuta Rounagle
Nel sud-ovest della Francia, tra colline morbide e vigneti secolari, si trova il domaine Rounagle, situato a Larroque-sur-l’Osse, nella sottozona Ténarèze, a nord-est del Gers e non lontano dalla cittadina di Condom. In questa area, caratterizzata da un terroir argillo-calcareo particolarmente vocato, la produzione di vino destinato alla distillazione ha radici antiche. I suoli ricchi di argilla calcarea sono infatti noti in tutta la regione per la capacità di generare vini bianchi estremamente aromatici, materia prima ideale per la produzione di Armagnac.
Per decenni la tenuta ha prodotto distillati destinati ai négociants, venduti per contribuire alla composizione di blend più ampi. Tutto cambia nel 2015 quando Hugues Amesland, già CEO della storica maison Armagnac Samalens, scopre la qualità straordinaria delle eaux-de-vie durante un viaggio di lavoro. Nel mese di ottobre dello stesso anno, subito dopo la vendemmia, Amesland decide di acquistare la tenuta e la distilleria, fino ad allora gestite da due fratelli che non imbottigliavano direttamente i loro distillati.
Per Amesland si tratta di una naturale evoluzione di un percorso professionale già immerso nel mondo dell’Armagnac. Durante i suoi sei anni in Samalens ha potuto approfondire ogni aspetto della produzione, dalla distillazione al lavoro di négociant, apprendendo i segreti del Bas-Armagnac da Pierre Samalens e l’arte del blending da Robert Leaute, già maître de chai di Remy Martin. Un bagaglio tecnico e culturale che ha scelto di mettere al servizio di un progetto personale: creare Armagnac capaci di unire tradizione, precisione tecnica e identità territoriale.






Un progetto tra viticoltura biologica e identità varietale
La tenuta Rounagle si estende oggi su circa 45 ettari di vigneti registrati all’INAO in AOC Armagnac. Tra le varietà coltivate figurano Colombard, Folle Blanche, Mauzac Blanc, Meslier-Saint-François, Plant de Graisse e Ugni Blanc. Alcuni di questi vitigni, come Folle Blanche, Plant de Graisse, Meslier-Saint-François e Mauzac, sono destinati a produzioni monovitigno, un approccio che consente di valorizzare la specificità aromatica di ciascuna varietà.
Fin dalla nascita ufficiale del domaine alla fine del 2015, l’obiettivo dichiarato è stato quello di produrre Armagnac di grande qualità nel rispetto della natura, seguendo i principi dell’agricoltura biologica. Il lavoro in vigna e nei campi procede nel ritmo delle stagioni, con una costante ricerca di equilibrio tra uomo e ambiente. Una filosofia che richiede pazienza, attenzione e una visione di lungo periodo, ma che restituisce distillati dalla forte identità territoriale.
Il terroir argillo-calcareo della Ténarèze conferisce agli Armagnac di Rounagle un carattere particolarmente fruttato ed espressivo. La riduzione del grado alcolico avviene esclusivamente con acqua, senza l’utilizzo di additivi, preservando così la purezza del distillato. Anche per i millesimati l’approccio è rigoroso: vengono imbottigliati su richiesta, non filtrati e al grado naturale, permettendo agli appassionati di seguire nel tempo l’evoluzione delle loro eaux-de-vie preferite.

La degustazione di Armagnac Rounagle con Hugues Amesland: un viaggio tra i millesimi
Durante la serata milanese, guidata personalmente da Hugues Amesland, gli ospiti hanno avuto l’opportunità di degustare alcuni millesimi iconici della cantina, esplorando decenni di evoluzione in botte.
Il millesimo 1996 si è rivelato potente e vibrante, con un profilo speziato ed elettrizzante che richiama violette e liquirizia. Il 1986 ha mostrato invece una struttura solida e ben equilibrata, capace di combinare intensità e armonia. Tra gli assaggi più sorprendenti, il 1976 ha conquistato molti partecipanti per la sua verticalità e per il nervo acido ancora vivo, risultando uno dei più piacevoli dell’intera degustazione.
Il 1966 ha offerto una lettura più austera e complessa dell’Armagnac, con note di legno di liquirizia e una morbidezza profonda. Infine, il millesimo 1946, pur mostrando i segni del tempo, si è rivelato estremamente didattico: inizialmente delicato, ha progressivamente sviluppato nel bicchiere un retropalato lungo e complesso, con suggestioni mentolate, balsamiche e di sottobosco, particolarmente interessante in abbinamento al cioccolato fondente.



Il fascino senza tempo dell’Armagnac Rounagle
L’incontro milanese ha confermato quanto l’Armagnac stia vivendo una fase di rinnovato interesse tra appassionati e professionisti del settore. Distillati come quelli di Rounagle raccontano un approccio autentico e artigianale, capace di valorizzare il territorio e il tempo come ingredienti fondamentali.
La presenza di Hugues Amesland ha trasformato la degustazione in un vero racconto dal vivo, in cui ogni millesimo diventava una tappa di un viaggio tra vendemmie, botti e stagioni. In una città dinamica come Milano, serate come quella ospitata da Duomo 18 dimostrano quanto il mondo degli spirits possa essere anche un’esperienza culturale, fatta di incontri, storie e grandi distillati da condividere.


