Bar Volare si veste da spiaggia fino al 2 agosto

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Dell’essenzialità del Bar Volare, a Bologna, si è ormai detto tutto: dei suoi temi anni Sessanta, degli osti in papillon e di quell’aria scanzonata che così poco si vede in giro e così tanto manca alla nostra ospitalità. La semplicità della sottrazione. Ecco, per sette settimane cambia tutto (di nuovo): dal 18 giugno al 2 agosto il jukebox e gli arredi da Dolce Vita lasciano il posto alla giungla esotica e abbracciano il barocco del Tiki. È la quarta edizione della Tiki Experience, il pop-up estivo che il locale di Via Belvedere ripete ormai ogni anno.

Ogni edizione ha avuto il suo tema. La prima rese omaggio ai padri fondatori, Donn Beach e Trader Vic; la seconda ai grandi classici, dal Mai Tai allo Zombie; la terza alle correnti filippine, capitolo meno battuto della storia tropicale. Stavolta la rotta cambia ancora e punta sulla contaminazione tra cultura polinesiana e Mediterraneo: i signature partono da erbe, spezie e aromi della macchia mediterranea e li innestano sulle strutture e sui rum tipici della miscelazione tiki. L’obiettivo, racconta il team di Peppe Doria, è prendere quella tradizione e «farla dialogare con i profumi di casa nostra», per una drink list al tempo stesso esotica e familiare.

Bologna, peraltro, è stata a lungo la capitale italiana del genere grazie al Nu Lounge Bar, aperto nel 2000 e portato alla fama internazionale da Daniele Dalla Pola, tra i nomi di riferimento della tiki culture mondiale; Dalla Pola è oggi oltreoceano dopo i successi conseguiti tra Miami e Messico, e il Nu Lounge ha cambiato proprietà e pelle, diventando un cocktail bar contemporaneo nel settembre 2025, con grande brivido per gli aificionados del bar in generale. Il testimone esotico, in città, è rimasto di colpo senza una casa stabile, e il pop-up di Volare ne raccoglie la fiamma almeno per l’estate.

Il tiki, del resto, vive da tempo una nuova stagione di giovinezza, da nicchia per appassionati è diventato un filone tecnico e redditizio della miscelazione, capace di trasformare un locale in un altrove, e in Italia ha ormai i suoi appuntamenti, a partire dal festival Tikitaly di Livorno da poco conclusosi. Resta la contraddizione di fondo, che è poi il bello di questa trasformazione, il rigore del bar italiano anni Sessanta che per un mese e mezzo si rinnega e si concede l’eccesso, le decorazioni e gli sciroppi che di norma bandisce. Fino al 2 agosto: poi il jukebox riprenda il suo posto.