Per un cocktail bar l’estate è una resa dei conti più grande di quanto possa sembrare, perché porta
l quadro normativo: cosa è cambiato e cosa resta
Sì parte dal portafoglio. Le vecchie sigle che facevano impazzire osti e bartender — TOSAP, COSAP, ICP, DPA — dal 2021 non esistono più: sono state fuse in un’unica voce, il Canone Unico
- 31 dicembre 2026: il Governo deve varare il nuovo decreto che riordinerà la materia (delega contenuta nell’articolo 26 della Legge Concorrenza 2024, n. 193/2024, con termine prorogato dalla Legge Semplificazioni 2025, n. 182/2025).
- 30 giugno 2027: scadono i titoli “Covid”, cioè le autorizzazioni rilasciate durante la pandemia con regole più morbide.
Chi oggi opera con un titolo emergenziale beneficia ancora di due deroghe pesanti: niente autorizzazione paesaggistica anche nei centri storici (salvo aree di valore eccezionale) e nessun limite dei 180 giorni che il Testo Unico dell’Edilizia impone alle strutture stagionali. Ovvero: oggi un dehors “Covid” può restare montato tutto l’anno senza chiedere altro. Da luglio 2027 questa libertà finisce, e bisognerà aver già messo in regola la propria occupazione secondo le nuove norme.
E queste nuove norme, anche se il decreto deve ancora arrivare, hanno già una direzione chiara. Tre punti che vale la pena anticipare:
- Più libertà nei centri storici: per i dehors “leggeri” su spazi urbani di interesse artistico, la regola sarà la procedura semplificata, non l’autorizzazione della Soprintendenza. Restano linee severe solo per le aree davanti a siti archeologici o beni di valore eccezionale. Una recente sentenza del TAR Veneto (n. 720/2025) ha già applicato questo principio dando ragione a un esercente contro il diniego del Comune;
- Criteri uniformi sui marciapiedi: il Governo dovrà fissare regole nazionali per garantire sempre il passaggio di pedoni, carrozzine e mezzi di soccorso. C’è da aspettarsi più rigore sulle larghezze minime di transito;
- Chiarezza edilizia: oggi è una zona grigia capire quando un dehors è “temporaneo” e quando “permanente” — distinzione che cambia tutto, dal permesso di costruire alle tasse. Il decreto dovrà finalmente metterci ordine;
I costi: investimento e canone
Sul fronte degli arredi la forbice è ampia. Una struttura semplice — pedana, fioriere perimetrali,
La gestione operativa: dove si fa la differenza
Il dehors è uno spazio che si vede da fuori: per il passante è il biglietto da visita del locale. Tre fronti
- Materiali e manutenzione: polipropilene, teak trattato, alluminio verniciato, tessuti tecnici outdoor: tutto deve resistere a sole, pioggia, sbalzi termici, e restare facilmente igienizzabile. Un arredo malridotto a fine luglio comunica molto peggio di un arredoinesistente;
- Illuminazione serale: per un cocktail bar è la variabile più sottovalutata. Luci calde e diffuse, mai abbaglianti, su due livelli (tavolo e perimetro) cambiano radicalmente la percezione del servizio dopo il tramonto e influenzano scontrino medio e tempo di permanenza;
- Flusso operativo: la distanza dal banco incide su tempi di servizio e qualità della miscelazione: i drink che arrivano “morti” sono un problema serio. Una postazione bar distaccata e avanzata rispetto a quella principale, anche minima, si ripaga in pochi turni;

