Planteray mette un cerchietto rosso sul calendario con il suo rum al cocco: il 2 settembre, giornata mondiale del cocco, il marchio di Maison Ferrand rilancia Cut & Dry con la Piña Colada come perfect serve. Una trovata per festeggiare la ricorrenza che ha origini ben lontane dai bar: la fissò l’International Coconut Community, organismo intergovernativo dei paesi produttori costituito nel 1969 sotto l’egida della commissione economica delle Nazioni Unite per l’Asia e il Pacifico, e dal 2009 il 2 settembre ne segna l’anniversario con iniziative rivolte ai coltivatori di India, Filippine, Indonesia e Sri Lanka.
Cut & Dry è stata presentata a Bridgetown il 9 gennaio 2024 come primo prodotto del marchio ribattezzato Planteray, dopo l’abbandono del nome Plantation, e nasce alla West Indies Rum Distillery di Blackrock, distilleria del 1893 che Maison Ferrand controlla dal 2017. Il processo prevede cocchi maturi raccolti a mano, tagliati e fatti essiccare al sole per concentrare la polpa, poi infusi in rum barbadiano da colonna e alambicco: circa una noce per litro, quattro anni di prove e novantasette formule prima della versione definitiva, 40 gradi in etichetta e un prezzo consigliato attorno ai 46 euro. La distilleria si rifornisce da coltivatori barbadiani coinvolti insieme al Caribbean Agriculture Research and Development Institute e al programma Alliances for Action del centro per il commercio internazionale.
Nella classifica dei cocktail più consultati su Difford’s Guide la Piña Colada è risalita al ventottesimo posto nel 2025 dal cinquantaseiesimo dell’anno prima, dato di consultazioni distinto dalle vendite. Il servizio di Drinks International sui dodici anni della sua rilevazione tra i migliori bar del mondo colloca invece la Piña Colada tra le presenze ormai saltuarie nella top 50.
La materia prima resta risicata. La stessa International Coconut Community stima per il 2026 una produzione mondiale di olio di cocco a 3,025 milioni di tonnellate, in recupero del 10,8% sul 2025 ma ancora del 13,5% sotto il livello 2024, mentre a luglio le quotazioni della copra nelle Filippine sono tornate a salire per tre settimane consecutive. Le condizioni del tifone El Niño sono attive e il centro di previsione climatica statunitense le dà persistenti fino all’inizio del 2027, con effetti sulle palme che si manifestano con dodici o tredici mesi di ritardo.
In Italia il prodotto arriva in un canale premium reduce da un anno pesante: Compagnia dei Caraibi, quotata a Milano e tra i principali importatori di distillati di fascia alta, ha chiuso il 2025 con ricavi tra 35,1 e 36,1 milioni di euro, oltre un terzo in meno rispetto ai 56,9 milioni del 2024, dopo l’uscita di marchi rilevanti dal portafoglio. Sulla scala di Cut & Dry pesa comunque il vincolo agricolo: «Non potremo produrre grandi quantità, perché le noci di cocco devono crescere», ha spiegato Alexandre Gabriel, proprietario e master blender di Maison Ferrand.

