Neit Irish Whiskey racconta la convivialità siciliana

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A Word of Advice è il nuovo capitolo In Good Company, il progetto narrativo dell’Irish Whiskey Neit: un artista, un poeta, un barcaiolo e una coppia che continua a coltivare il proprio stile e la propria relazione sono i quattro protagonisti siciliani della nuova campagna del marchio fondato dai fratelli italiani Luca e Francesco Fracassi. Il racconto prende la forma di un cortometraggio documentario, di una serie di ritratti fotografici e di frammenti d’intervista raccolti nei paesi dove i quattro hanno passato la vita.

Somiglia al cinema del reale, con inquadrature lunghe, luce naturale, suoni d’ambiente, e una Sicilia di mare, pietra e vento tenuta lontana dall’iconografia da cartolina. L’idea di partenza arriva dalle blue zones, le aree del mondo con la più alta concentrazione di ultracentenari. «Quello che continuava a emergere non era la dieta o la genetica, ma la compagnia», spiega Ivan Olita, filmmaker e creative director di Bravò Studio, che firma il progetto: persone che mangiano insieme, bevono insieme e siedono alla stessa tavola per decenni.

Il concetto di blue zone nasce dal lavoro del demografo Michel Poulain e del medico sardo Gianni Pes, che a inizio anni Duemila mapparono la longevità dell’Ogliastra segnando di blu le aree interessate, e ha poi trovato diffusione mondiale con i libri di Dan Buettner. La Sicilia non figura in quella mappa: il progetto ne prende il criterio, la socialità quotidiana come fattore, e lo porta nei piccoli centri dell’isola, dove il bar del paese e le abitudini condivise restano un fattore ordinario.

Neit è nato nel 2024 (debutto in USA, poi in Gran Bretagna l’anno successivo) da un investimento in botti irlandesi che i due fratelli, con un percorso imprenditoriale nella tecnologia, hanno trasformato in un marchio. Tra i soci figura Angelica Siciliani Fendi, entrata come investitrice e advisor: «Molti concorrenti trascurano fasce di potenziali consumatori», ha spiegato a The Spirits Business. Il nome viene dalla divinità irlandese della guerra.

In gamma si trova una certa varietà, tra tripla distillazione e scelte di legno poco ortodosse. Harvest Gold nasce da quattro distillati, 60% single grain e 40% single pot still, maturati in bourbon, hogshead ex Oloroso e Pedro Ximénez e barrique di rovere francese rigenerate provenienti da Premier Cru Classé di Bordeaux. Mellow Spice è un single grain di 12 anni affinato in botti di Moscatel de Setúbal, Toffee Dream un blend a prevalenza grain maturato in ex bourbon e imbottigliato a 43 gradi. Silent Harmony è il pezzo raro: single malt del 1991, trentaquattro anni in una sola botte ex bourbon, 46,44%, senza filtrazione a freddo né coloranti, uscito lo scorso ottobre a Londra in 185 bottiglie numerate, nate con lo chef stellato Endo Kazutoshi e messe in vendita a 2.995 sterline.

In Italia, dove è protagonista della proposta di mixology di Yapa ed è già presente in alcune delle realtà più interessanti del panorama milanese, tra cui Langosteria, Bulgari, Remedy e Armani, il marchio si è mosso finora sul terreno del design: ad aprile, durante il Salone del Mobile, ha aperto il format Neit Out con Sin Plan, una settimana senza programma fisso pensata come pausa dentro la corsa della design week, accompagnata da un’edizione limitata maturata in botte da mezcal. A Word of Advice sposta lo stesso approccio dal fuorisalone ai paesi siciliani, con una frase che il progetto usa come sintesi: bere bene, e con le persone giuste.

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