Alquímico vince il Michter’s Art of Hospitality Award per i 50Best

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In un palazzo di centovent’anni nella Calle del Colegio, a Cartagena, ogni piano finanzia qualcosa di diverso: Alquímico ha vinto il Michter’s Art of Hospitality Award, primo dei premi speciali che precedono la classifica di The World’s 50 Best Bars 2026, in programma a Milano il 7 ottobre. Il riconoscimento arriva al locale indicato dagli oltre 800 votanti come quello che ha offerto la migliore esperienza di accoglienza, e in questo caso l’accoglienza coincide con filosofia, approccio e impegno verso la comunità.

Al piano terra di Alquìmico arrivano i prodotti di comunità agricole colpite dal conflitto armato colombiano, e una parte degli incassi va a progetti di sviluppo regionale, tra cui una scuola la cui apertura è prevista per quest’anno. Al secondo piano i classici riletti in chiave locale pagano un’accademia per bartender e una fondazione musicale per ragazzi di contesti svantaggiati. Sul rooftop si beve quello che cresce nella fattoria di proprietà del gruppo, con una quota destinata alla riforestazione. Il servizio è la parte visibile di questa catena, con i professionisti di sala che raccontano ingredienti, persone e obiettivi.

«L’ospitalità è un atto di cura», dicono Paola Oviedo e Jean Trinh, che hanno aperto il locale nel 2016 e che alla Hospitality School di Cartagena, aperta con il Colectivo Canta, formano giovani attraverso la musica e il lavoro di sala. Tra i vari impegni, Alquímico è adesso impegnato nella raccolta fondi per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto dello scorso mese, e si batte per la valorizzazione del viche, il distillato di canna da zucchero della costa pacifica prodotto storicamente dalle donne afrodiscendenti, che in Colombia è rimasto fuorilegge fino al settembre 2021, quando il Senato lo ha dichiarato patrimonio culturale e ancestrale del paese aprendo alla produzione commerciale. Servirlo a Cartagena significa mettere in carta un pezzo di storia della schiavitù e insieme un mercato nuovo per chi lo distilla.

A giugno Jean Trinh è salito dal quarto al primo posto del Bar World 100 di Drinks International, sondaggio tra oltre 120 commentatori di 72 scene del bere: è la prima volta che il vertice della classifica esce dal Regno Unito, dopo Ryan Chetiyawardana, Monica Berg e Iain McPherson. Trinh aveva già vinto l’Altos Bartenders’ Bartender Award nel 2022, votato dai colleghi. Alquìmico ottavo nella classifica mondiale del 2024, undicesimo nel 2025, ma il premio all’ospitalità misura ben altro.