Ardbeg presenta Trudernish, il nuovo 15 anni che racconta Islay

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La leggenda dell’isola non gela mai, su cui un pozzo nascosto in un bosco sopra la costa sud-orientale di Islay sarebbe alimentato da un ruscello che scende dalle colline attorno al Loch Uigeadail. Geografia e mitologia, imbottigliate nel primo quindici anni stabile della gamma Ardbeg: Trudernish, in vendita dal 15 settembre a ottanta sterline.

Una gamma che sembra una cartina topografica, con etichette che richiamano il patrimonio geografico locale: c’è Loch Uigeadail, che rifornisce anche la distilleria; l’Oa, la penisola all’estremità meridionale di Islay, o il Corryvreckan, che dell’isola non fa nemmeno parte, essendo lo stretto fra Jura e Scarba dove si forma il terzo vortice al mondo per dimensioni e dove il principe norreno Breacan si fece risucchiare per aver accettato la sfida di restare all’ancora tre giorni.

Le illustrazioni in stile xilografia della nuova confezione di Trudernish, firmate dall’artista Johnny Greenteeth, mettono in scena quei luoghi uno per uno insieme a Shortie, il cane-mascotte: la Croce di Kildalton dell’VIII secolo e il Magazzino n. 3 per il Ten, la vasca di assemblaggio per l’An Oa, il loch per l’Uigeadail, la barca sull’orlo del gorgo per il Corryvreckan, il pozzo e la spiaggia di Claggain per il Trudernish. Ogni astuccio prende un colore d’accento diverso sul nero di sempre, per far distinguere le espressioni a colpo d’occhio. Il Wee Beastie continua a uscire nudo, come dal lancio nel 2020. Sull’illustrazione del Trudernish compare anche la baia di Claggain, dove per la leggenda chi raccoglie un ciottolo è destinato a tornare sull’isola.

Grafica, sì, ma soprattutto materia. Il vetro passa a produzione britannica e vira su un verde leggermente più chiaro, la capsula abbandona il PVC per un polilaminato più semplice da riciclare, e sulle etichette compaiono la composizione delle botti e note di degustazione estese, Il liquido esce a 48,8 gradi da un assemblaggio di ex bourbon, rovere nuovo carbonizzato e Oloroso. «La combinazione di botti ammorbidisce la nostra affumicatura con sapori ricchi e cremosi», sintetizza Bill Lumsden, direttore della creazione del whisky del gruppo Glenmorangie. Il profilo mette al naso torba terrosa e fumo di legna sotto una crema alla vaniglia, con resina di pino, miele di erica, mela verde e pera; al palato liquirizia, cioccolato al lime, menta e noci avvolte nel cioccolato al latte; in chiusura braci di torba, baccello di vaniglia e noci tostate. Con una spruzzata d’acqua si sentono melone maturo, kiwi e frutti di bosco.

Trudernish è al quinto gradino su sei nel listino prezzi della distilleria (Wee Beastie a 41,50 sterline, Ten a 51, An Oa a 54, Uigeadail a 72, Trudernish a 80, Corryvreckan a 88), trainato dalla gradazione. Negli Stati Uniti il consigliato è 89,99 dollari. L’edizione limitata Dolce di quest’anno, priva di dichiarazione d’età, viaggia a 85.

Nella prima metà del 2026 la divisione vini e spirits di LVMH ha generato 2,60 miliardi di euro con una crescita organica del 5% e un risultato operativo corrente di 582 milioni, in rialzo dell’11%, dopo tre anni di arretramento e dopo il piano di riorganizzazione del maggio 2025, che prevedeva il taglio di circa 1.200 posti su 9.400. Cognac e distillati hanno chiuso a +3%.

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