Roma Bar Show 2026, ci siamo: i dettagli definitivi

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Cambiano stagione e palazzo, aumenta il raggio d’azione e auspicabilmente ancora di più l’impatto sull’industria: il Roma Bar Show si sposta alla Nuvola di Fuksas, all’EUR, per la sesta edizione ormai alle porte (lunedì 14 e martedì 15 settembre), con oltre duecento espositori e buyer da più di trenta Paesi. La fiera, nata nel 2019 come unica in Italia interamente dedicata al beverage e alla miscelazione, si presenta alla domenica con un appuntamento al Bar della Musa di Palazzo Talìa.

L’aumento dei buyer è il risultato del Buyers Program costruito con Fiere di Parma (al secondo anno come partner di maggioranza) e ICE Agenzia, che quest’anno si dota di un’applicazione dedicata per fissare gli appuntamenti durante la manifestazione. Fiere di Parma è entrata nel capitale della manifestazione nel novembre 2024 e la quinta edizione, chiusa al Palazzo dei Congressi il 27 maggio 2025 con oltre 17mila ingressi, 180 aziende, 200 giornalisti accreditati e cinquanta buyer internazionali, era stata la prima con il gruppo emiliano a bordo. «L’obiettivo è accompagnare Roma Bar Show nella sua evoluzione verso una piattaforma B2B sempre più qualificata», dice il vicepresidente Riccardo Caravita, «capace di mettere in relazione l’intera filiera del beverage, dalla distribuzione all’Horeca, dal foodservice al mondo dei grossisti».

Quanto alla formazione professionale, pallino storico della kermesse, l’Educational Program si distribuirà fra Auditorium, RBS Academy by Perrier, Tasting Room e due spazi nuovi, la One to Watch e la Business Room, destinata a chi ha già una maturità professionale e guarda oltre il bancone, dalla costruzione di un marchio alla creazione di un distillato, dal ruolo commerciale allo sviluppo di un concept fino alla progettazione di format replicabili.

All’Academy saliranno sul palco i nomi grossi del settore, in arrivo da tutto il mondo: Faye Chen del Double Chicken Please di New York, Marco Corallo del Saikindō al Four Seasons di Abu Dhabi, Jonathan Gabbay di Argo a Hong Kong, Alex Frezza e Dario Tortorella dell’Antiquario di Napoli, Sofokli ed Evis Cali del Nouvelle Vague di Tirana e Jimmy Bertazzoli di Aguardiente. In Auditorium i temi si spostano sulla collaborazione, sull’intelligenza artificiale applicata all’ospitalità, sulla mentorship e sulla storia del cocktail, con David Wondrich, Sean Finter, Angus Winchester, Ian Burrell e Danil Nevsky. Due aree raccontano le direzioni del consumo, con Future Drinking che porta in fiera il confronto sul No & Low Alcohol, quest’anno dotato anche di un’area espositiva propria, e la Mexico Talk Arena che affianca il Mexican Village con racconti di territori e distillati d’agave.

Nel pomeriggio del 14 si terrà la quarta edizione dei Roma Bar Show Awards, che premia cocktail bar, bartender e professionisti italiani. Sul tema del bere consapevole interviene Micaela Pallini, past president di Federvini, che colloca la questione dentro il perimetro del fuoricasa: «Un evento dedicato alla convivialità e alla condivisione, che pone in primo piano la formazione e la premiazione di nuovi talenti nella bar industry», con «un’attenzione al consumo moderato» per un settore, quello degli spirits, il cui consumo «trova nel fuoricasa uno spazio privilegiato».

Fuori dalla Nuvola sarà la volta del Side Show, percorso itinerante che porta la manifestazione nei locali della città, dal Santa Cocktail Club a Freni e Frizioni, dal Banana Republic alla Terrazza Les Etoiles dell’Atlante Star Hotel, con guest internazionali e degustazioni. Confermata la collaborazione con Roma Capitale che pochi mesi fa aveva prodotto la campagna sul bere responsabile “Famo a Capisse”.

«Roma Bar Show è nato per mettere in connessione le persone, negli anni abbiamo capito che il nostro ruolo poteva essere ancora più ampio», dice l’amministratore delegato Andrea Fofi, «creare occasioni reali di incontro tra competenze, imprese e mercati».

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