Spritz, da cocktail a categoria. Il traino di Campari Group

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In tre anni di concorrenza crescente, non ci si è mossi di un centimetro: Campari Group serve quasi il 90% della totalità degli spritz in Gran Bretagna, secondo una rilevazione IWSR. L’Aperol Spritz da solo vale il 13,6%, una quota aumentata di 3,7 punti percentuali in un anno.

I dati NIQ CGA danno 8,8 milioni di casse di Aperol vendute nel mondo nei dodici mesi chiusi il 6 settembre 2025, mentre Campari Group UK ha archiviato il primo semestre 2026 con una crescita organica del 4,3%, dopo il 6,7% del 2025, trainata dal portafoglio aperitivi. «L’appetito britannico per gli spritz continua a crescere», dice Francesco Cruciani, Managing Director UK ed Export Markets del gruppo, «è bello vedere nuovi marchi entrare i questo spazio e far crescere la categoria».

Già a maggio, na ricerca commissionata da Martini a OnePoll su mille italiani, dava il 47% a preferire lo spritz contro il 41% che sceglie la birra, con il 64% che lo colloca nell’aperitivo e il 20% nei momenti a casa con gli amici. Del miliardo e mezzo di Aperol Spritz consumati ogni anno nel mondo circa 395 milioni si bevono in Italia secondo Il Sole 24 Ore, e Aperol da solo pesa il 26% del fatturato di Campari, 3,05 miliardi nel 2025, cioè intorno ai 790 milioni. Attorno, il comparto aperitivo italiano vale 4 miliardi di euro e 507 milioni di occasioni serali l’anno secondo i dati presentati a Mixology Experience durante l’ultimo Tuttofood Milano.

Il consumo mondiale di spritz è passato da meno di 2,5 miliardi di serviti nel 2019 a quasi 4 miliardi nel 2024 secondo IWSR, per un valore che la società di consulenza Market Intelo colloca sopra i 4 miliardi di dollari. NIQ nel Regno Unito lo misura come categoria di drink e non come singola ricetta, e nel terzo trimestre 2025 i cockta in stile spritz hanno raccolto oltre il 13% di tutta la spesa in cocktail, scavalcando Sex on the Beach e Pornstar Martini. Negli Stati Uniti lo spritz è entrato fra i dieci cocktail più venduti nei bar e nei ristoranti nel 2024, crescendo in fretta rispetto agli altri nove, e i locali hanno cominciato a dedicargli una sezione apposita nei menu.

«È una delle categorie di spirits in più rapida espansione», dice Luke Tegner, Head Of Consulting di IWSR, che attribuisce la spinta allo stile leggero adatto al pomeriggio e alla prima sera e segnala insieme il moltiplicarsi delle referenze a marchio privato fra i consumatori che vogliono risparmiare. Negli Stati Uniti i bitter e gli aperitivi premium sono cresciuti del 18% medio annuo fra il 2018 e il 2023, con un 19% previsto fra il 2023 e il 2028.

Campari ha lanciato all’inizio del 2026 la lattina Aperol Spritz To Go, che secondo il gruppo cresce in vendite e distribuzione a una velocità tripla rispetto alle proiezioni interne e ha superato le 65mila lattine in due settimane al festival BST di Hyde Park; nel Regno Unito il monodose esiste anche in bottiglia dal marzo 2025. Per reggere il ritmo il gruppo ha raddoppiato la capacità di imbottigliamento in Italia e ha cominciato a installare l’Aperol alla spina nei locali britannici ad alto volume.

Sarti Rosa, valutata 7,4 milioni di sterline da NIQ CGA, è arrivata al ventitreesimo posto fra i cocktail di Gran Bretagna e al primo per crescita delle ricerche, con un aumento del 788% delle query su Google e l’ottavo posto fra i cocktail più cercati tra giugno e luglio. Martini ha messo in gamma il Bianco Spritz e il Vibrante Spritz analcolico, mentre Bols e St-Germain hanno costruito le proprie versioni, quest’ultima trainata dall’Hugo. Global Drinks Intel avverte però che l’ubiquità porta con sé il rischio di stanchezza del consumatore, e che il formato americano è più diluito di quello italiano, con dosi maggiori di ghiaccio e soda.

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