Più alta, più leggera, più luminosa; ma il tappo quadrato divenuto ormai simbolo del brand rimane dov’è. Disaronno presenta il primo restyling negli ultimi quindici anni per il suo mitico amaretto, disegnato insieme allo studio milanese Robilant.
Due novità assolute compaiono sul vetro: la firma in rilievo di Domenico Reina e il monogramma DD che accosta le iniziali del fondatore a quelle del marchio, mentre la palette si apre a un azzurro chiaro di ascendenza rinascimentale.
Ad accompagnare il nuovo abito c’è “the Dolce Side of Life”, campagna globale firmata da 72andSunny e girara sulle note di Dolce Vita di Ryan Paris, il pezzo italo disco del 1983. «Le persone ricercano sempre più momenti di piacere genuino nella vita di tutti i giorni, e the Dolce Side of Life racconta la bellezza delle esperienze autentiche, semplici e accessibili», dice Luca Picotti, Global Chief Marketing Officer, mentre il direttore marketing per l’Italia Guido Chichierchia colloca l’operazione dentro «un anno di risultati estremamente positivi».
È stato in effetti uno degli anni più movimentati in assoluto per il gruppo. A maggio era stato il momento di un cambio di denominazione, con il passaggio da Illva Saronno Holding a Disaronno Group, con un nuovo logo che riprende lo stemma della famiglia Reina e una riorganizzazione delle attività in tre divisioni: Disaronno International per gli spirits, Disaronno Ingredients per gelateria e bakery, Duca Wines per il vino con Duca di Salaparuta, Florio e Corvo.
Il 28 maggio è poi arrivato il closing dell’acquisizione di Amaro Averna e Zedda Piras da Campari Group, operazione da 100 milioni di euro avviata nel dicembre precedente, che si è concretizzata nella newco Meridia con sede a Sassari, dove sono confluiti gli undici dipendenti dei due stabilimenti siciliano e sardo.
Il 2025 si era chiuso con 370 milioni di euro di ricavi consolidati, in crescita del 3%, un ebitda salito da 45,9 a 51,4 milioni, il 70% del fatturato realizzato all’estero e una presenza commerciale in circa 160 Paesi. L’amministratore delegato Marco Ferrari ha indicato Stati Uniti, Germania e Italia come i mercati su cui Averna rafforza il gruppo, e stima per il 2026 una crescita del fatturato del 4,5%.
Sul mercato dell’amaretto Disaronno pesa per il 22% dei volumi mondiali, su un giro d’affari di circa 42,3 milioni di litri l’anno in cui l’Italia resta il primo Paese consumatore con 12,5 milioni di litri, davanti agli Stati Uniti con 10,1 e alla Germania con 5,2. A valore la categoria è stimata in 1,83 miliardi di dollari nel 2026, circa 1,58 miliardi di euro, con una proiezione a 2,97 miliardi entro il 2035 e un tasso composto del 5,5%. I nuovi lanci raccontano bene le direzioni di sviluppo che i produttori stanno battendo, con il vetro che resta nel 78% dei contenitori e una importante tendenza all’alleggerimento per ridurre l’impatto dei trasporti.
La nuova bottiglia entrerà progressivamente in Italia e nei mercati internazionali principali del marchio, a partire da Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi e Belgio, per poi estendersi a tutti gli altri.

