La sfida di Moët Hennessy: bottiglie più leggere del 50%

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Una bottiglia di champagne vuota pesa 835 grammi, con alcune espressioni che arrivano a 900. Una bottiglia di vino fermo da 75 centilitri si aggira intorno ai 550, una di spirits fra i 420 e i 520 nelle versioni alleggerite, molto più pesante quando la base è spessa e le spalle scolpite. L’industria del vetro lavora su questi numeri da anni, limandone qualche decina alla volta.

Moët Hennessy, la divisione vini e distillati di LVMH, ha annunciato il 24 settembre un accordo di ricerca e sviluppo con Verallia, leader europeo e terzo produttore mondiale di imballaggi in vetro per alimenti e bevande, con l’obiettivo di ridurre il peso delle proprie bottiglie fra il 30 e il 50%. Il traguardo del dimezzamento è il limite superiore della forchetta, non una vera e propria promessa, e la diffusione è prevista nell’arco del prossimo decennio. Primi risultati sarebbero già visibili su diversi prodotti del gruppo, compreso il cognac Hennessy.

«Avendo dimostrato che era possibile progettare soluzioni in vetro più performanti, intendiamo ora accelerarne lo sviluppo e l’adozione su larga scala», dice Frédéric Dufour, membro del comitato esecutivo di Moët Hennessy. Il progetto copre l’intera catena del valore, dalla ricerca alla validazione industriale in condizioni reali di esercizio, con Verallia che contribuisce con processi, impianti e collaudi. «Puntiamo ad aprire la strada a una nuova generazione di imballaggi più leggeri e a minori emissioni, mantenendo lo stesso livello di prestazioni», aggiunge Romain Barral, direttore operativo del vetraio.

Il vetro pesa fino al 30% dell’impronta di carbonio del settore vino e spirits secondo le due aziende, e le ricerche citate dalla Sustainable Wine Roundtable collocano la bottiglia fra un terzo e la metà delle emissioni totali di una bottiglia di vino. Su questa base, a novembre 2023, l’organismo ha varato il Bottle Weight Accord, che impegna i firmatari a portare il peso medio della bottiglia di vino fermo da 75 centilitri sotto i 420 grammi entro la fine del 2026: oggi conta oltre venti aderenti per circa due miliardi di bottiglie. Alla spinta volontaria si aggiunge quella normativa, con il regolamento europeo sugli imballaggi che stringerà progressivamente i requisiti su riduzione alla fonte, riciclabilità e circolarità.

Sul vino fermo il margine tecnico esiste e i vetrai non oppongono resistenza, interessati a difendere il vetro dalle alternative in plastica riciclata, lattina e bag in box. Secondo Peter Stanbury, direttore ricerca e standard della Sustainable Wine Roundtable, la chiave è da ricercarsi nella distribuzione uniforme del vetro e nei punti di contatto fra bottiglia e bottiglia o fra bottiglia e linea di riempimento, mentre la vittoria più facile è rappresentata dall’eliminazione della puntina sul fondo.

Il tetto arriva quando il liquido è sotto pressione, ed è per questo che lo scorso 28 luglio la stessa organizzazione ha lanciato un accordo separato per gli spumanti, con obiettivi calibrati sulle atmosfere: 550 grammi per i frizzanti fino a 3 bar, soglie più alte salendo verso il metodo classico. «La categoria degli spumanti è più complessa, perché la sicurezza del vetro è un elemento chiave quando i liquidi sono sotto pressione», dice Stanbury. Il caso più avanzato in Champagne resta la Light 26 sviluppata da Champagne Moussé con Saverglass, che porta la bottiglia a 725 grammi di media contro gli 835 tradizionali, con il diametro del collo ridotto di tre millimetri: un taglio del 13%, non del 50%.

Il portafoglio di Moët Hennessy è fatto in buona parte di bottiglie oggetto della decisione, fra Moët & Chandon, Dom Pérignon, Veuve Clicquot, Krug e Ruinart, mentre l’altra metà è rappresentata da bottiglie da distillato, dal cognac Hennessy a Glenmorangie, Ardbeg e Belvedere, dove il vetro non deve reggere alcuna pressione interna.

Il 2024 della divisione si era chiuso a 5,86 miliardi di euro di ricavi, in calo dell’11%, e Jean-Jacques Guiony, amministratore delegato dal febbraio 2025 insieme al vice Alexandre Arnault, ha spiegato che i costi sono cresciuti del 35% dal 2019 a fronte di ricavi tornati ai livelli di allora. A maggio 2025 il gruppo ha annunciato il taglio di circa 1.200 posizioni su 9.400. Una bottiglia più leggera consuma meno energia in forno e costa meno da trasportare, e la stessa Sustainable Wine Roundtable presenta l’alleggerimento come una leva che riduce insieme emissioni e costi.