Martin Miller porta in Italia la sua prima versione analcolica

BANNER

Dopo le versioni 0.0 dei London Dry di Diageo e Pernod Ricard, sullo scaffale italiano del gin senza alcol arriva un altro nome super premium. Compagnia dei Caraibi lancia infatti Martin Miller’s Zerø, la prima versione analcolica della linea che dal 2018 è di proprietà del gruppo spagnolo Zamora. Le botaniche vi entrano sotto forma di oli essenziali, unite all’acqua islandese caratteristica di Martin Miller’s, filtrata attraverso le rocce vulcaniche, per un profilo di agrumi, ginepro e finale persistente a 0,0% di alcol. Il prezzo è di 24,90 euro su Dispensa, l’e-commerce del distributore.

Sembra effettivamente essere il momento perfetto per l’investimento: secondo IWSR i volumi degli spirits analcolici sono cresciuti del 13% nel 2024 e del 7% nel 2025, su una base che certo resta contenuta, e per l’insieme delle alternative senza alcol, spirits e ready to drink, l’istituto prevede un +36% fra il 2024 e il 2029. In Italia vino, birra e spirits senza alcol hanno toccato nel 2025 i 31,8 milioni di litri, il 14,8% in più del 2022, con gli spirits a +31,1%, sui dati Euromonitor elaborati dall’Ufficio Studi Coop e da Nomisma. Nella stessa rilevazione il 15% dei consumatori italiani si dice interessato a provare spirits a bassa gradazione e l’8% versioni del tutto analcoliche.

I precedenti parlano chiaro, con Tanqueray 0.0 arrivato in Italia nel maggio 2024, tre anni dopo il lancio nel Regno Unito e in Spagna, e Beefeater 0.0 nel settembre 2025, dopo il debutto spagnolo del gennaio 2024; Diageo aveva cominciato addirittura nel dicembre 2020 con Gordon’s 0.0. Diageo possiede inoltre il prodotto analcolico Seedlip dal 2019 e nel 2024 ha comprato l’americano Ritual Zero Proof, mentre Rémy Cointreau è entrata con una quota di minoranza nella francese JNPR, fondata da Valérie de Sutter con il bartender Flavio Angiolillo.

Nel Regno Unito il gin ha perso sette punti di quota sui volumi degli spirits fra il 2020 e il 2024, secondo IWSR, dopo gli anni del boom che nel 2023 Alex Lawrence Milia, cofondatore di Porter’s Gin, riassumeva così: «la saturazione del mercato era francamente ridicola». In Italia il gin è cresciuto del 25% in volume in cinque anni, fino a circa 7 milioni di litri nel 2024, secondo i dati Nomisma per AssoDistil.