Nella storica sede a Milano di Fratelli Branca Distillerie, tra profumi di erbe e legni antichi, si è celebrata il 12 novembre la seconda edizione del World Amaro Day, la giornata che rende omaggio a uno dei simboli più autentici del saper fare italiano. Un’edizione speciale, coincisa con i 180 anni della Distilleria, trasformata in un racconto collettivo di passione, impresa e memoria.
“Un traguardo che ci riempie d’orgoglio e che ci ricorda ogni giorno la forza di un motto che da sempre ci guida: Novare Serbando, innovare restando fedeli alla tradizione”, ha dichiarato Niccolò Branca, presidente esecutivo di Fratelli Branca Distillerie. “L’amaro è un linguaggio che parla di emozioni, di comunità, di tempo. È la nostra storia, ma anche la nostra eredità per il futuro”.

Fratelli Branca Distillerie: l’amaro come rito e linguaggio universale
L’amaro non è solo una bevanda: è un rito, un’emozione, un linguaggio universale che unisce le persone e racconta chi siamo.
Da quasi due secoli, Fratelli Branca Distillerie custodisce e rinnova questa arte, nata nel 1845 dall’intuizione di Bernardino Branca e oggi protagonista nei bar del mondo, nelle mani di una nuova generazione di bartender e appassionati.
Durante l’evento, l’amaro è stato raccontato come cultura vivente: una bevanda che attraversa i secoli senza perdere la capacità di unire. Dalla miscelazione contemporanea alla memoria industriale, ogni intervento ha composto un mosaico di storie, esperienze e prospettive.

Le voci del World Amaro Day
Francesco Vena, amministratore delegato di Amaro Lucano e ideatore della prima edizione, ha ricordato che “l’amaro è un racconto di famiglia e di territorio che continua a evolvere insieme al Paese”.
Un pensiero condiviso da Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca, che ha sottolineato come “la forza del made in Italy risieda nella capacità di fare sistema, costruendo alleanze solide tra industria e distribuzione”.
Francesca Migliarucci (Federvini) ha evidenziato le nuove sfide globali per i produttori italiani, mentre Emanuele Di Faustino (Nomisma) e Luca Gerosa (NielsenIQ) hanno mostrato come l’amaro stia vivendo una nuova stagione di successo, trainata dall’interesse delle giovani generazioni e dal consumo fuori casa.
A completare il quadro, Virgilio Romano (Circana) e Antonio Portaccio (Italgrob) hanno raccontato il ruolo strategico del canale Horeca e Gdo nel promuovere la qualità italiana, mentre Nicola Olianas ed Edoardo Nono hanno riportato l’amaro dietro il bancone, tra shaker e creatività, testimoniando la sua rinascita nel mondo della mixology contemporanea.

Un comparto in crescita
Il World Amaro Day è stato anche l’occasione per raccontare un mercato in trasformazione. Secondo i dati NielsenIQ, il comparto degli amari in Italia ha raggiunto oltre 144 milioni di euro da gennaio a settembre 2025 in Gdo, con volumi in aumento del 6% rispetto al 2019.
Nomisma evidenzia come la filiera degli Spirits generi un impatto complessivo di oltre 5 miliardi di euro, con un effetto moltiplicatore pari a 4,5: per ogni euro di valore aggiunto creato dalle imprese, se ne producono complessivamente 4,5 nel sistema economico italiano.

La cultura d’impresa come patrimonio: l’esempio di Fratelli Branca Distillerie
In chiusura, Rocco Orefice (Marchi Storici) ha ricordato che “ogni marchio che attraversa il tempo custodisce una parte della memoria collettiva del Paese. Proteggerla significa guardare avanti”. Un concetto che trova forma nella Collezione Branca, inaugurata nel 2009 nello storico stabilimento di via Resegone a Milano e riconosciuta da Regione Lombardia tra i Musei storici d’impresa: oltre mille metri quadrati che raccontano 180 anni di visioni, manifesti, strumenti e passioni.
“Custodire la memoria significa dare forma all’avvenire”, ha concluso Niccolò Branca. “Ogni bottiglia, ogni gesto, ogni storia ci ricorda che innovare non è dimenticare: è continuare a credere”.


