Sexy Fish acquisito per oltre un miliardo di sterline

Sexy Fish
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L’impero dell’ospitalità di Richard Caring ha appena venduto la maggioranza del proprio patrimonio a Diafa, piattaforma di investimenti nell’ospitalità di lusso con base ad Abu Dhabi, gestita dal vice-governatore degli Emirati: valore dell’operazione, 1.4 miliardi di sterline. per quanto i nomi possano sembrare misconosciuti, si tratta dell’orbita che include portfolio di scala mondiale come The Ivy Collection (oltre 40 brasserie in Regno Unito), The Birley Clubs (di cui fa parte il leggendario Annabel’s), e soprattutto la Caprice Holding, ombrello sotto il quale risiede Sexy Fish, uno dei format che meglio racconta l’evoluzione del ristorante-bar contemporaneo fatto di cucina scenografica, sala ad alta energia, beverage di altissimo profilo (sedi a Dubai, Miami e Londra). Caring resterà executive chairman, con l’obiettivo di spingere all’estero i marchi.

Diafa, aveva già investito in Azumi, il gruppo dietro il colosso per eccellenza nei format del genere, Zuma (presente in Italia a Roma e Capri). In pochi mesi, dunque, lo stesso capitale si è avvicinato a due mondi che hanno molto in comune: non semplici ristoranti, ma insegne capaci di trasformare il bar in linguaggio di marca. Zuma lo fa da anni con un modello globale e riconoscibile; Sexy Fish con un immaginario più teatrale e pop. Due strade diverse che portano allo stesso punto d’arrivo, ovvero luoghi che hanno rimodellato l’idea stessa di convivialità, in cui peraltro la miscelazione gioca un ruolo fondamentale: Zuma è stato forse il primo, vero high-volume bar di lusso al mondo, con un’attenzione al dettaglio e alla qualità, a fronte di numeri impressionanti, che non hanno eguali nel mondo.

Londra registra e ci lavora: la città resta uno dei mercati più duri e affascinanti al mondo per chi lavora nel bere miscelato, forte di una concorrenza spietata e una tendenza a standard elevatissimi, con costi sempre più asfissianti. Eppure proprio qui i grandi investitori continuano a cercare format capaci di viaggiare, che coniughino menu d’impatto con identità, estetica, servizio. Sexy Fish è un esempio perfetto di questa logica. Il suo bar programme viene raccontato come una parte distintiva del progetto, sviluppata osservando le abitudini di consumo della clientela internazionale legata alla rete Caprice.

Zuma aggiunge cucina giapponese contemporanea, un banco ipnotico, un team-macchina che a Dubai conta un membro dello staff dedicato alle preparazioni e uno al taglio del ghiaccio. Il fatto che Diafa abbia messo gli occhi prima su Azumi e poi sul portafoglio Caring suggerisce una traiettoria precisa: il futuro dell’hospitality premium passa sempre più da format ibridi, dove ristorante, cocktail bar e club culture si fondono. E si fa presto a immaginare che la partita possa spostarsi oltre l’asse Londra-Dubai: numerosi sono i mercati dove il cocktail bar vuole crescere e diventare destinazione, per cui è lecito aspettarsi ulteriori mosse simili nel breve periodo.