Quando Harry Craddock firmò il Savoy Cocktail Book, nel 1930, la vodka nel bere occidentale quasi non esisteva: tra le circa 750 ricette raccolte al bancone dell’American Bar del Savoy compare in una manciata di casi, ospite marginale di un libro divenuto leggenda, costruito su gin, whisky e brandy.
The Altamura Distilleries Competition punta a riscrivere quelle pagine, con la vodka da protagonista: l’edizione italiana 2026, lanciata il 15 luglio, invita i bartender del territorio a scegliere una ricetta del libro di Craddock e a reinterpretarla con almeno 30ml di Altamura Vodka e la consegna di dialogare con la storia senza riprodurla.
Le candidature, con ricetta originale e inedita, metodo, storytelling e fotografie, si chiudono il 31 agosto; i concorrenti vengono assegnati a quattro gironi interregionali in base alla sede del locale in cui lavorano, qualunque sia la regione o il Paese d’origine, e dieci semifinalisti per girone si sfideranno dal vivo tra il 21 e il 24 settembre in quattro indirizzi di peso: l’Experimental Cocktail Club di Venezia, Palazzo Petrucci a Napoli, il Ceresio 7 di Milano e il Rome Cavalieri di Roma.
La finale è fissata per l’8 ottobre al Locale di Firenze, il bar di Palazzo Concini ventiduesimo nella World’s 50 Best 2025. A giudicare, in ogni tappa, quattro tra bartender e giornalisti di settore; al vincitore va un premio di peso, rappresentare Altamura Distilleries nel 2027 a Tales of the Cocktail, The World’s 50 Best Hotels, Athens Bar Show e Roma Bar Show.
È la seconda edizione della competizione per Altamura Distilleries, nata nel febbraio 2022 da due americani trasferitisi in Puglia, Frank Grillo e Steve Acuna, folgorati dal pane di Altamura — l’unico al mondo a marchio DOP — al punto da distillarne il grano duro: una vodka pensata come «pane liquido», volutamente aromatica anziché neutra, con la leonessa simbolo della città in etichetta e la sede a Ostuni. In quattro anni il marchio è cresciuto a ritmi da startup: vendite più che triplicate nel 2025, sedici nuovi Paesi, venticinque Stati americani raggiunti, l’ingresso nel Bartenders’ Brands Report 2026 di Drinks International accanto a nomi come Fords e Fortaleza, il ruolo di vodka ufficiale dei World’s 50 Best Hotels e la presenza nelle carte dei più importanti locali del mondo. Ai concorrenti resta il compito più curioso, far parlare il 1930 di Harry Craddock con il grano duro della Murgia.


