Più chiaro di così. Ruggero Raymo, CEO e cofondatore di Portofino Dry Gin, ha ribattezzato il nuovo nato “Portofino Light”, ma in etichetta non può scrivere “gin”: con i suoi 20 gradi, praticamente la metà di un distillato tradizionale, resta sotto la soglia del 37,5% che la normativa europea impone alla categoria. Di qui la definizione, più tecnica, di Portofino Botanical Spirit: Light Edition, primo distillato botanico a media gradazione della casa ligure.
La parentela con il gin di partenza resta evidente nel metodo e in parte del corredo aromatico. Il prodotto nasce dalla stessa distillazione lenta sottovuoto a basse temperature — il rotavapor che Portofino usa anche per il suo gin, pensato per preservare le botaniche più delicate — e conserva una selezione di 25 erbe ispirate alla Riviera, dal ginepro al limone, dalla lavanda al timo, fino a issopo, achillea, iris e menta. A spostare il profilo verso il mare entrano due elementi nuovi: alghe marine distillate sottovuoto e acqua del Mediterraneo, che danno al liquido una nota salina e costiera.
L’operazione segue una delle correnti più solide del momento, quella del bere più leggero e consapevole, che dagli Stati Uniti all’Europa sta riscrivendo i consumi e a cui il settore ha già dedicato spazi nelle fiere e linee di prodotto. «I momenti di consumo si stanno evolvendo, e noi abbiamo voluto interpretarli», spiega Raymo, che rivendica l’apertura di «una nuova categoria» e indica nel Portofino Light & Tonic il suo nuovo aperitivo di riferimento. La definizione di categoria nuova è generosa — i botanical spirit a gradazione ridotta sono un filone già esplorato da altri marchi — e va comunque segnalato che a 20 gradi il prodotto è alleggerito rispetto a un gin, ma resta lontano dal territorio degli analcolici e dei no/low veri, in una fascia intermedia pensata per l’aperitivo lungo e diurno.
Dietro c’è un marchio che in pochi anni si è costruito una reputazione nella fascia premium. Portofino Dry Gin nasce nel 2018 dall’idea di tre amici — Raymo con Christopher Egger e Alessandro Briola — sotto la società Pudel srl, come omaggio a Klaus Pudel, nonno di Raymo e figura della Portofino della Dolce Vita. Riconosciuto dalla Fondazione Altagamma tra le giovani imprese del Made in Italy, il brand è oggi presente in decine di mercati. Il racconto territoriale prosegue anche sul packaging del Botanical Spirit: bottiglia satinata e più chiara dell’originale, etichetta con la baia di San Fruttuoso, il Cristo degli Abissi e un rimando alla barca di famiglia, il Klabamo.
La scommessa, per Portofino come per chiunque entri in questo segmento, è dare a un distillato con meno alcol la stessa complessità aromatica — e la stessa percezione di valore — di uno pieno. Sul banco, il terreno di prova sarà la tenuta del prodotto nei serve allungati con tonica e soda, dove la gradazione ridotta gioca a favore della bevibilità ma mette alla prova la persistenza delle botaniche.


