Quest’estate, davanti ai televisori italiani, manca un appuntamento: la Nazionale è assente al Mondiale, eliminata ai rigori dalla Bosnia il 31 marzo, fuori per la terza volta di fila. Il torneo si gioca comunque ovviamente, fino al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico. Su questo vuoto di calendario Casoni costruisce la campagna estiva di gin Tabar, che al posto della partita mette una canzone.
“Tabar, il gin che fa cantar”, firmata Unfollow Advertising, è in giro con il Tabar Karaoke Tour e ha per testimonial Orietta Berti. Le tappe toccano Milano, Napoli, Rimini, Civitanova Marche e la Versilia: serate in cui il pubblico sceglie un brano, ordina un gin tonic e sale sul palco, con un concorso nazionale che raccoglie anche i video inviati dai canali social. Il tour parte il 22 giugno a Milano, città dove il 1° ottobre si chiuderà con la finale e l’incoronazione del primo “Campione Italiano di Karaoke Tabar”. Organizza SpaceDelicious Enterprise, con NSS su alcune tappe selezionate.
Figura popolare più che aspirazionale, tornata al centro della scena pop negli ultimi anni, Orietta Berti è il volto di un’italianità schietta. Il posizionamento, nelle parole dell’amministratore delegato Paolo Molinari — sesta generazione alla guida di Casoni —, sta nel momento dell’aperitivo, all’insegna di spontaneità e moderazione.
Filiera
A pochi giorni di distanza, e su un registro opposto, la stessa azienda gioca l’altra carta. Oggi 16 giugno, in concomitanza con la manifestazione “Vignola è tempo di Ciliegie”, Casoni apre la produzione 2026 del Gin Tabar Ciliegia di Vignola IGP con un evento nei campi del Consorzio di tutela: raccolta a mano dei frutti, masterclass sulla filosofia produttiva, cocktail experience finale. L’invito è riservato al trade — giornalisti, bartender, operatori — e il racconto ruota tutto intorno alla provenienza. “È un racconto che parte dalla terra e arriva nel bicchiere”, sintetizza Manuel Greco, trade marketing manager dell’azienda, a proposito di una referenza lanciata nel 2023 che lega le note di ciliegia matura all’IGP modenese.
Gin di linea
Le due operazioni convergono nell’ambizione di diventare “il gin di linea italiano di riferimento per bartender e locali”, la bottiglia da pour quotidiano, tenuta dietro al banco per affidabilità e riconoscibilità. È una collocazione precisa in un segmento che tiene quando il resto arretra. Mentre i consumi italiani di spirits calano (-8,5% sul 2019, dato Nomisma), il gin cresce di circa il 25% in cinque anni e si attesta sui 7 milioni di litri. Su questo terreno Tabar prova a far valere l’italianità su due fronti insieme: il terroir certificato che dà argomento alla bar list e l’attivazione pop che porta gente nei locali. Resta da capire se i due racconti si rafforzino o si contendano l’attenzione dello stesso banco, che dalla raccolta in campo si aspetta credibilità di filiera e dal karaoke, semmai, traffico.


