Per i suoi primi cinque anni la Venice Cocktail Week ha scelto di vestirsi del colore che, in fondo, tiene in piedi Venezia: il rovere dei pali che sott’acqua reggono i palazzi del Canal Grande. È il Rovere Antico, una delle due nuove sfumature — con l’Oro Champagne — con cui il festival rinnova la propria identità grafica per l’anniversario, mentre prepara l’edizione che torna in laguna da mercoledì 21 a domenica 25 ottobre.
Ideata e diretta da Paola Mencarelli, alla quinta edizione dalla prima del 2021, la kermesse è il nodo veneziano delle Italian Cocktail Weeks, la rete che la stessa Mencarelli ha costruito partendo da Firenze nel 2016 — la prima cocktail week italiana, arrivata quest’anno ai dieci anni — e poi allargata ad altre città, da Cortina alla Costiera amalfitana. A Venezia il format raduna una selezione di bar d’hotel e cocktail bar, dall’Aman al St. Regis fino a Caffè Florian e Time Social Bar, con il patrocinio del Comune e il supporto di Vela.

Confermata la formula compressa introdotta nel 2025, che concentra gli appuntamenti in cinque giorni anziché sette. Ogni locale proporrà una drink list di tre creazioni pensate per l’occasione: accanto al signature a tema libero e a un classico rivisitato, un aperitivo di mezzogiorno a bassa gradazione o analcolico, in linea con l’accento del festival sul bere consapevole e con la tradizione veneziana dell’ombra di metà giornata. Intorno alle liste ruota un calendario di guest shift e masterclass, di pop-up bar e di serate che sposano mixology e cucina, le formule Dining e Pastry with the Spirits.
A firmare il logo è l’architetto Piero Lissoni, con una coppa Martini che si trasforma in gondola; alla tradizione resta agganciato il Rosso Broccato delle stoffe veneziane, filo che lega l’edizione 2026 alle precedenti. In laguna sbarcano anche i pop-up bar delle altre settimane della rete in uno scambio continuo tra le scene della mixology italiana.
Al quinto anno il calendario degli anniversari segna le nozze di legno: Venice Cocktail Week le festeggia sui pali di rovere che da secoli, sott’acqua, tengono in piedi la città.


