Da 330 anni De Kuyper è il punto di riferimento per i bartender, quando si tratta di ingredienti con cui costruire cocktail; da questo autunno punterà a diventarlo anche per le miscele già pronte. La casa olandese porterà sugli scaffali una linea di Spritz ready to serve — Limoncello, sambuco e Peachtree — in bottiglie dal formato «da Champagne» (novità assoluta per l’azienda), pensate per l’aperitivo fatto in casa.
L’obiettivo, spiega la direttrice marketing Marieke Listing, è «democratizzare i cocktail premium e portarli direttamente a casa del consumatore»: portare quindi il pre-miscelato nella spesa di tutti i giorni. Il supermercato, però, è solo metà dell’operazione. A fine giugno lo stesso gruppo aveva già portato nei locali una gamma di Spritz «batched» — sambuco e limoncello pronti in bottiglia — e un Orange Spritz spillato dal fusto, dopo aver messo in commercio in primavera anche delle lattine monodose. Tra scaffale, lattina e keg, ogni formato e ogni canale ospitano ora lo stesso drink: una versione per chi lo beve sul divano e una per chi lo deve servire al banco, dove spiega il direttore vendite Lucien Heusy, il fusto permette di servire «uno Spritz premium, miscelato alla perfezione, in pochi secondi», con in più il basso spreco dei formati ricaricabili su cui la casa insiste da tempo.
A muovere tutto è il momento della categoria, che vede un mercato degli spirits in generale sofferenza, con lo Spritz e l’aperitivo — l’esportazione culturale italiana per eccellenza, trainata dal fenomeno Aperol — che invece restano tra i pochi motori ancora accesi. Il pronto-da-bere è il formato più dinamico, con gli RTD in crescita di oltre il 16% a valore nel 2025 mentre quasi tutte le altre categorie arretravano. Montare il trend Spritz dentro il contenitore RTD vuol dire cavalcare le due onde nello stesso momento, puntando su un drink che è la scommessa più sicura del periodo: poco alcolico, “sessionabile”, fotogenico, in sintonia con la moderazione e con i bevitori nuovi che le aziende vogliono agganciare.


