Dentro “Natura Divina”: una serata al Flores Prohibido 

La nuova drink list “Natura Divina” del Flores Prohibido trasforma le divinità Inca in cocktail. Un viaggio sensoriale nel cuore di Milano.
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La nuova drink list, presentata a Milano mercoledì 11 marzo, si chiama “Natura Divina – El Ritual de los Elementos” ed è la cosa più vicina a un pellegrinaggio andino che si può fare senza lasciare la città. Nove cocktail, sette alcolici e due analcolici, ognuno dedicato a una divinità Inca. C’è studio vero, c’è ricerca e c’è una mano che sa cosa sta facendo.

Quella mano è di Alessio Gulino, bar manager del Porteño e del Flores, che è passato dai banconi più caldi di Milano e che sembra aver trovato nel mondo Porteño la sua dimensione naturale: identità forte, atmosfera immersiva. Si cimenta in un progetto che gli permette di fare quello che ama di più: creare esperienze, non solo drink.

Il locale Flores Prohibido: un teatro nascosto 

Il Flores Prohibido non è un cocktail bar: è un salotto teatrale che ti avvolge. Luci soffuse, materiali caldi, un bancone in marmo che sembra uscito da un film noir, e quell’energia argentina che non è mai folclore, ma vibrazione pura.

È il lato più intimo di El Porteño Prohibido, il ristorante (teatro) dove il tango – un tempo proibito – torna in vita. Qui il cocktail non è un pretesto: è parte della narrazione, un atto del copione.

La nuova drink list “Natura Divina” del Flores Prohibido trasforma le divinità Inca in cocktail. Un viaggio sensoriale nel cuore di Milano.

Il dietro le quinte: Alessio Gulino e la sua missione 

Parlando con Alessio Gulino, si capisce subito che non è uno che si accontenta. Il suo obiettivo è costruire un’identità liquida per il mondo Porteño. Anzi, di più: un linguaggio.

Per la nuova questa drink list, Alessio Gulino ha studiato la mitologia Inca, le Ande, i colori e le botaniche. Ha cercato ingredienti che potessero raccontare una storia, non solo funzionare in un bicchiere. E ha costruito un team che è per lui “fondamentale”, dice con orgoglio.

Poi c’è la parte che non ti aspetti: il Flores chiude a metà luglio per trasferirsi a Porto Cervo, così la prossima drink list arriverà a settembre. Una macchina creativa che non si ferma mai.

La nuova drink list “Natura Divina” del Flores Prohibido trasforma le divinità Inca in cocktail. Un viaggio sensoriale nel cuore di Milano.

Le ricette dei cocktail di Flores Prohibido: divinità Inca in forma liquida

La cosa che colpisce subito della nuova cocktail list “Natura Divina – El Ritual de los Elementos” è quanto ogni drink sia pensato. Non solo buono. C’è tecnica, estetica, storytelling. Ecco qualche ricetta presentata in occasione del debutto della nuova lista del Flores Prohibido:

  • INTI, Il Sole nel bicchiere: Rum, amaretto, cannella, passion fruit, soda al mandarino. È luminoso, caldo, immediato. 
  • APUS, Le montagne che parlano: Bourbon, infuso ai porcini, whisky, castagne, sciroppo d’acero, arancia acidificata. È complesso, stratificato, quasi meditativo. 
  • PACHAMAMA, La Terra che abbraccia: Ketel one vodka, sangue morlacco, frutti rossi, cocco, yogurt, soda al fico e tè mate. È cremoso, erbaceo e fruttato.
  • MAMAQUILLA, La Luna stampata in 3D: Gin infuso alla camomilla, Aperitivo Venturo, Chartreuse gialla, cordiale di pera, Casa Boher 18 mesi. Servito in un bicchiere a forma di luna, è scenografico, gioca con delicatezza e mistero.
  • VIRACOCHA, Il creatore: Gin, nocciola, vermouth, Campari, bitter alla liquirizia, essenza al caffè. Arriva con una barretta artigianale cioccolato-nocciola, un esperimento di food pairing fatto bene.
  • I MOCKTAIL: E poi ci sono i due analcolici, che non sono “mocktail”, ma cocktail veri, strutturati, pensati per chi vuole un’esperienza completa senza alcol. Una scelta che racconta quanto il pubblico stia cambiando – e quanto il Flores lo abbia capito.

Sebastián Bernardez: l’anima argentina del Flores Prohibido

Se il Porteño è quello che è, lo si deve anche a Sebastián Bernardez arrivato in Italia nel 1991 dall’Argentina con più sogni che certezze. Ha iniziato nei bar milanesi quando non esistevano corsi di formazione: si imparava sul campo, nei locali belli, guardando e facendo.

Nel 1995 incontra Fabio Acampora e da lì nasce un percorso che passa per Mamma Mia, Circle, Marc by Marc Jacobs… fino al momento in cui, con famiglie e vite più stabili, arriva la nostalgia vera: quella dell’Argentina che mangia alle 23, che vive la notte, che non si accontenta. Da tutto ciò nasce il primo Porteño nel 2010. Ora questo mondo si completa con Flores Cócteles, che vanta gastronomia, spettacolo e mixology. Un universo coerente, caldo e identitario.