Secondo i dati preliminari di ISWR, punto di riferimento per analisi di mercato nel settore, le bevande alcoliche hanno chiuso il 2025 in salita. Nei 22 mercati analizzati — che rappresentano circa il 75% del mercato mondiale e comprendono anche il travel retail (aeroporti, crociere, etc) — i volumi complessivi sono scesi del 2%, mentre il valore ha perso il 4%. È un dato pesante, ma va letto con attenzione: a incidere molto è stato soprattutto il calo dei cosiddetti “national spirits”, prodotti a carattere nazionale o regionale, in particolare il baijiu in Cina. Che contrariamente a quanto si crede spesso, è il prodotto alcolico più consumato al mondo.
Anche per gli spirits, infatti, la comunicazione del problema è (come al solito) più dura e spettacolare del quadro reale. IWSR li indica come la categoria che ha sofferto di più nel 2025, con un calo del 4% a volume e del 9% a valore. Ma se si tolgono dal conteggio i suddetti national spirits, la flessione si riduce all’1% sia a volume sia a valore. Lo stesso vale per il dato generale: senza questo segmento, il valore complessivo delle bevande alcoliche non crolla del 4% come segnalato, ma resta sostanzialmente stabile. D’altronde è noto che una notizia cattiva o spacciata per tale, verrà letta sempre di più di una notizia buona.
Le ragioni della frenata sono quelle che il settore conosce bene: costo della vita ancora alto, consumatori più cauti nelle spese non essenziali, maggiore attenzione a benessere e moderazione, e in più un contesto internazionale complicato da tensioni politiche e commerciali. IWSR aveva già segnalato a novembre 2025 un anno più debole del previsto, mentre nella prima metà dello scorso anno aveva parlato di una premiumisation meno forte rispetto al passato, con i segmenti più pregiati (lusso, fascia altissima e simili) sotto pressione.
Per il mercato italiano il punto è molto concreto. A marzo 2025 Reuters aveva raccolto le affermazioni di Federvini che parlavano di spedizioni di vino e spirits verso gli Stati Uniti praticamente ferme, per effetto dell’incertezza sui dazi e del blocco degli ordini da parte degli importatori. Per produttori, distributori e operatori del trade, quindi, i dati IWSR confermano due cose: il consumatore globale è oggi più prudente e guarda con più attenzione al rapporto qualità-prezzo; allo stesso tempo, la variabile geopolitica può pesare in modo immediato anche sui flussi commerciali.
Questo però non significa che tutto si stia fermando. Nello stesso scenario IWSR individua aree che continuano a tenere o a crescere: gli RTD, per esempio, sono stati l’unica grande categoria in crescita nel 2025, con +2% a volume e +4% a valore. Restano solide le dinamiche e le occasioni di consumo più accessibili e conviviali, come quelle legate all’aperitivo, che per il nostro paese giocano un ruolo storicamente chiave. Già nei dati della prima metà del 2025 IWSR indicava tra i segmenti più resilienti Prosecco e spirit aperitifs, due famiglie che parlano direttamente anche al mercato interno e al mondo della miscelazione (insomma, lo Spritz).
In altre parole, il 2025 conferma un settore più difficile, meno lineare e meno disposto a glorificare automaticamente il premium. Ma dice anche che alcune categorie continuano a funzionare, soprattutto quando riescono a intercettare occasioni di consumo semplici, riconoscibili e con una proposta di valore chiara. Non è certo un momento facilissimo, ma contestualizzare è fondamentale per non cadere prede di facili allarmismi.


