Fusetti Bitter entra nel portfolio Molinari

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Civitavecchia e i Navigli di Milano hanno poco in comune, geograficamente e culturalmente. Eppure le coordinate si intrecciano nel panorama beverage italiano, in un accordo destinato a ridisegnare, almeno in parte, la mappa degli spirits nazionali. Molinari Italia S.p.A. annuncia l’ingresso di Fusetti Bitter nel proprio portafoglio, unendo sotto lo stesso tetto una delle istituzioni più longeve della liquoristica tricolore e uno dei prodotti più riconoscibili della mixology contemporanea.

La strategia oltre la sambuca

L’ingresso di Fusetti Bitter è l’ultimo capitolo di una trasformazione avviata con metodo da Molinari, già forte di recenti acquisizioni distributive di importanti brand internazionali come Stoli e White & Mackay, e dopo gli accordi per la distribuzione dei whisky Dalmore, Jura e Tamnavulin siglati nei mesi precedenti. Fusetti Bitter rappresenta un ulteriore tassello in un percorso di diversificazione che rafforza la presenza dell’azienda al di fuori del segmento della sambuca, di cui è storicamente leader mondiale. Il gruppo dimostra così di non voler rinunciare alla propria identità storica, usandola invece come piattaforma per giocare su più tavoli.

La continuità come garanzia

Uno degli elementi centrali dell’accordo riguarda la gestione creativa del brand. Molinari ha scelto di non alterare la struttura progettuale di Fusetti Bitter: il patròn Flavio Angiolillo continuerà a ricoprire un ruolo strategico, mantenendo la guida creativa del marchio e rimanendo mente e volto del progetto insieme all’altro socio Mattia Vita, assicurando così coerenza nel percorso di crescita, preservando la caratteristica principale del brand, ovvero una presenza solidissima nella community dei bartender come marchio fortemente identitario. Tenere a bordo i fondatori significa mantenere la credibilità apprezzabile presso quella stessa community che Fusetti ha costruito in cinque anni, come Angiolillo ha raccontato sul primo numero cartaceo di The Garnish.

L’obiettivo: parlare al mondo

Angiolillo aveva già allora affermato di voler aprire Fusetti Bitter a un dialogo internazionale, e ha trovato in Inge Molinari la partner perfetta: lei stessa ha sottolineato come l’operazione confermi la volontà dell’azienda di crescere in modo dinamico, ampliando la propria presenza in segmenti strategici e rafforzando la capacità di raccontare l’eccellenza italiana nel mondo. Da una parte quindi una rete distributiva consolidata in decine di mercati, dall’altra un brand con una riconoscibilità crescente tra i professionisti del settore a livello sempre più globale.

Una casa con ottant’anni di storia

È interessante ripercorrere le storie delle aziende fin dall’inizio. Nel 1945, Angelo Molinari affiancò alla Sambuca Manzi la sua personale creazione — la Sambuca Extra Molinari —, un prodotto destinato a conquistare il mercato internazionale grazie a una ricetta unica a base di anice stellato. Quello che era nato in un dopoguerra difficile avrebbe cambiato nel giro di pochi decenni la percezione della sambuca nel mondo. Negli anni Cinquanta e Sessanta, i figli di Angelo si adoperarono per far conoscere il liquore ai barman della Dolce Vita: presto molti vip se ne innamorarono, a partire da Frank Sinatra, che scrisse ad Angelo Molinari una lettera tessendone le lodi. Oggi a capo dell’azienda ci sono i fratelli Mario, Angelo e Inge, la terza generazione, che ha ereditato tanto la solidità del marchio quanto la vocazione internazionale del fondatore.

Il bitter nato nei Navigli

Dall’altra parte dell’accordo c’è Flavio Angiolillo, figura centrale nel panorama della miscelazione italiana. Franco-italiano, ha iniziato la propria carriera in cucina prima di spostarsi verso il bartending, arrivando a Milano con la volontà di esplorare il mondo dei vermouth, dei bitter e degli amari. È qui che ha costruito, insieme a Marco Russo (oggi ex socio), un piccolo impero fatto di locali con identità forti: il Mag Cafè sui Navigli e il 1930 Cocktail Bar, lo speakeasy nato nel 2013 che nel 2019 è entrato nella classifica mondiale dei 50 Best Bars, posizionandosi al ventesimo posto. Nel 2020, insieme a Mattia Vita, Angiolillo ha trasportato questa visione in un prodotto: Fusetti Bitter. In pochi anni il marchio ha ridefinito i codici della propria categoria, costruendo una community solida di bartender e appassionati, con un linguaggio diretto e una visione indipendente nel mondo dell’aperitivo italiano.