Neanche questo s’ha da fare. Brown-Forman, gruppo statunitense proprietario di Jack Daniel’s, ha respinto l’offerta di acquisizione da circa 15 miliardi di dollari avanzata dalla connazionale Sazerac. Lo riferiscono il Wall Street Journal e Reuters. La proposta, interamente in danaro, prevedeva un corrispettivo di 32 dollari per azione e il sostegno finanziario di Wells Fargo e Apollo Global Management.
L’operazione avrebbe dato vita a una delle maggiori concentrazioni di marchi del whiskey americano mai realizzate, riunendo sotto un unico gruppo etichette come Jack Daniel’s, Woodford Reserve e Old Forester di Brown-Forman e i marchi Sazerac, tra cui Buffalo Trace, Pappy Van Winkle, Blanton’s, Weller ed Eagle Rare. Secondo Shanken News Daily, l’entità combinata avrebbe raggiunto un volume globale di circa 100 milioni di casse. La struttura dell’offerta avrebbe consentito agli azionisti di classe A di Brown-Forman di incassare in contanti o di convertire le proprie azioni nella nuova società.
Alla base del rifiuto, riferiscono le fonti, pesa il controllo esercitato dalla famiglia Brown, che detiene la maggioranza dei diritti di voto del gruppo fondato nel 1870 e che storicamente si è mostrata poco incline alle offerte di acquisizione. L’operazione avrebbe di fatto posto fine al controllo familiare. Né Brown-Forman né Sazerac hanno commentato pubblicamente la trattativa.
Il rifiuto arriva poche settimane dopo il fallimento di un altro negoziato, quello per una fusione tra pari con il gruppo francese Pernod Ricard, interrotto a fine aprile per il mancato accordo sulla struttura e sui termini economici dell’intesa. La decisione di chiudere le discussioni, ha precisato Pernod Ricard, è stata reciproca.


