Almudena Castro Rayo è The Vero Bartender 2026

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Esotico e semplice, quando vanno insieme, possono dare risultati incredibili. E chi avrebbe detto che Amaro Montenegro, albicocca e curry sarebbero mai stati ingredienti da fotografare in un trionfo. Si chiama Swinging the Mojo, ed è il cocktail con cui Almudena Castro Rayo si è aggiudicata la Finale Global di The Vero Bartender 2026, la competizione internazionale firmata Amaro Montenegro che ha visto il suo culmine lo scorso 27 maggio a Palazzo Gnudi, a Bologna, città natale dell’amaro.

Classe 1999, Castro Rayo presiede il bancone di Dr. Stravinsky di Barcellona, stabilmente nei piani alti delle classifiche mondiali dei migliori bar. La sua ricetta parte da un’idea precisa: rileggere la Swinging London degli anni Sessanta usando una tonica speziata che richiama le influenze culturali in circolo nella capitale britannica di quel decennio. Il tema dell’edizione era infatti “Stirring the 60s”, invito a tradurre l’estetica e la cultura di quegli anni in un drink contemporaneo con l’amaro bolognese come perno.

A decretare la vittoria una giuria tecnica internazionale di peso: Rudi Carraro, global brand ambassador del marchio; Miley Penndragon, bartender al Domino Speakeasy di Leeds e vincitrice dell’edizione 2025; e Steve Schneider, volto noto della scena newyorkese (Employees Only) e oggi founder di Sip & Guzzle, premiato come miglior nuova apertura USA ai Tales of the Cocktail e primo agli ultimi North America’s 50 Best Bars. Castro Rayo ha avuto la meglio su altri otto finalisti, espressione di una rosa di circa mille partecipanti da nove aree geografiche: Italia, Australia, Canada, Cina, Grecia, Balcani, Regno Unito, Spagna e USA. In palio, una settimana in Italia tra bar di fama mondiale e incontri con i protagonisti dell’industria, più un anno di attività di rappresentanza del brand.

La Spagna torna dunque protagonista, dopo che nel 2022, con l’edizione “Sharing the Essence”, il titolo era andato a Ruben Sudmeier del Cafe Niebla: segno di una scuola iberica che continua a esprimere ai massimi livelli nelle competizioni internazionali. The Vero Bartender, del resto, è una macchina rodata: nata nel 2018 — primo vincitore lo statunitense Kyle Erkes — è cresciuta di edizione in edizione cambiando ogni volta cornice tematica, dal viaggio post-pandemia al revival anni Novanta della scorsa stagione, fino al decennio Sixties di quest’anno. Un format che usa il pretesto del decennio per accendere i riflettori sulla miscelazione contemporanea e, naturalmente, sulla versatilità dell’amaro in chiave mixology — terreno su cui Amaro Montenegro spinge da anni per smarcarsi dal consumo liscio o digestivo.

Fuori dal circuito della competizione, intanto, la città fa la sua parte. Fino al 31 maggio è in corso l’Amaro Montenegro Week: una quarantina di locali bolognesi propongono degustazioni e drink list dedicate allo storico amaro, nato in città nel 1885 dall’erborista Stanislao Cobianchi e oggi tra i liquori italiani più diffusi, con la sua formula di quaranta botaniche.

SWINGING THE MOJO by Almudena Castro Rayo
– 40ml Amaro Montenegro
– 130ml tonica all’albicocca e curry

Servizio
– Bicchiere: Tumbler da 450 ml
– Tecnica: Build
Ghiaccio: Blocco 4×12

GLI ALTRI 8 FINALISTI DELLA FINALE GLOBAL DI THE VERO BARTENDER 2026
Belobrkovic Jovan – Serbia
Bulatovskaja Jelena – UK
D’Alessandro Lalita – Italia
Harrington Austin – USA
Mamfredas Iasonas – Grecia
Murphy Bear – Australia
Osmond Emma – Canada
Zi Wu Jiao – Cina

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