«This is not a love song». Il verso dei Public Image Ltd scelto come innesco del primo menu di Nucleo è una dichiarazione post-punk, sghemba, allergica alle abitudini e alle melense retoriche che il bar ormai soffre senza reagire. Il cocktail bar di Ostiense, una delle aperture romane più attese del 2026, si traduce in una fanzine in cui i drink occupano soltanto una sezione.
L’incontro di un gruppo di veterani della scena capitolina — Livio Morena, Davide Diaferia, Daniele Gentili e Andrea Fofi cui si aggiunge Nausica Vitali — ha preso vita attorno a un’idea esplicita: il bancone come luogo d’incontro e di scambio prima ancora che come fabbrica di drink, che Morena sintetizza descrivendo il cocktail come una delle voci di un equalizzatore più ampio, in cui la musica e l’atmosfera pesano quanto chi quel banco lo popola. Perché non va dimenticato, come dicono loro: “Bar is the thing”, e la fanzine stampa queste convinzioni e le rende al pubblico.
Il primo numero funziona come un episodio pilota, un contenitore di suggestioni che tiene insieme i riferimenti più disparati — dalla musica alla fisica, dall’architettura alla letteratura — sciolti soltanto nelle note di una delle ultime pagine. Il progetto grafico porta la firma dello Studio Lord Z di Roma, con l’idea di pubblicarne due o tre numeri l’anno, con inserti speciali nelle occasioni che lo meritano: una piattaforma di espressioni eterogenee che vorrebbe somigliare al bar stesso. E tutto sommato ci riesce.
La drink list vera è propria sceglie la via dell’understatement ironico e si muove su tre indicazioni. La prima, “It’s so Easy / Ask the Barman”, invita semplicemente a dichiarare i propri gusti al banco e lasciarsi guidare. La seconda, “Go with the flow / Trust the Process”, raccoglie i signature firmati da Diaferia, Vitali e Morena, alcuni dei quali rimandano alle immagini della fanzine. La terza, “Safe and sound”, tiene il porto sicuro dei classici e degli analcolici. Ce n’è per tutti. Come al bar dovrebbe sempre essere.


