Luxardo cambia l’abito al suo limoncello. Al posto del vetro “frosted” — l’effetto opaco e vellutato che da anni segnala il premium tra liquori e vodka — arriva un vetro a scanalature verticali. Sbagliato pensare solo a una questione estetico: il calcolo dell’azienda ha a che fare con l’ambiente, in quanto la smerigliatura, vecchio marchio di fabbrica, è un processo chimico ad alto consumo energetico, e rimuoverlo abbassa l’impatto della produzione. La spinta verso il premium e quella verso la sostenibilità, di solito in tensione, finiscono per coincidere.
Il liquido resta identico: l’infusione di scorze, polpa e succo di limoni del Sud Italia secondo la ricetta di famiglia del 1905, a 27 gradi. Cambia solo il contenitore, ma con effetti misurabili. «L’idea era rinfrescare il packaging mantenendo la bottiglia immediatamente riconoscibile», spiega Nicolò Luxardo, export director e settima generazione della casa di Torreglia, che indica nella scanalatura verticale la chiave del nuovo aspetto «più premium e materico». Secondo l’analisi del ciclo di vita condotta dal produttore, il nuovo vetro riduce diversi indicatori d’impatto — minori consumi di combustibili fossili, acqua ed emissioni di CO2 — mentre l’eliminazione della smerigliatura semplifica la produzione e accorcia i tempi di consegna.
Un restyling in piena regola, e il claim ambientale, per quanto poggi su un’analisi formale, si accompagna con comodità a un riposizionamento estetico verso l’alto. La tempistica, del resto, non è casuale. Il debutto del nuovo look è previsto questa estate nel Regno Unito, mercato che Luxardo vuole presidiare puntando proprio sul Limoncello Spritz, candidato a drink della stagione.
Il limoncello sta vivendo un’espansione globale: i volumi sono cresciuti dell’8% tra il 2021 e il 2022 secondo IWSR, con la fascia premium e superiore in aumento dell’11%, e ormai metà delle bottiglie viene esportata, soprattutto verso Stati Uniti, Regno Unito e Spagna. A trainare è la cultura dello spritz, che ha superato i confini dell’Aperol per abbracciare versioni all’elderflower, al limoncello e oltre, intercettando la domanda di drink a gradazione contenuta, freschi e fotogenici. In parallelo, il liquore di limoni sta lasciando il ruolo di digestivo di fine pasto per entrare stabilmente nelle drink list come ingrediente d’aperitivo, terreno su cui la riconoscibilità a scaffale e sul back bar pesa parecchio.
Per Luxardo è la seconda iniziativa nel giro di pochi giorni, dopo il lancio negli Stati Uniti di un liquore all’espresso decaffeinato: due mosse che mostrano una casa storica intenta a muovere le proprie referenze classiche dentro i consumi del momento.


