La Folle Blanche era l’uva regina del cognac finché, tra il 1875 e la fine dell’Ottocento, la fillossera non rase al suolo i vigneti della Charente; nella ricostruzione i produttori la sostituirono con l’Ugni Blanc, più resistente, che oggi copre il 98% dell’appellazione. Delamain l’ha rimessa sotto i riflettori, accanto a Colombard e la stessa Ugni Blanc, in Folio Natura: una nuova Grande Champagne che la casa presenta come omaggio alla “curiosità per il mondo naturale” di nove generazioni di famiglia.
L’invecchiamento è di sei anni e per Delamain significa piegare le regole. La casa di Jarnac si era costruita un’identità unica nel cognac imbottigliando solo XO e categorie superiori — soglia minima dieci anni — e soltanto da Grande Champagne, saltando a piè pari VS e VSOP. Folio Natura sta sotto quella linea: un sei anni a 40 gradi, con un prezzo consigliato di 60 euro contro i 145 del Pale & Dry XO, finora il gradino d’ingresso della gamma. In Itaila il prodotto è distribuito in esclusiva da Sagna S.p.A.
La categoria del cognac attraversa il suo peggior tratto a memoria d’uomo. I dati BNIC danno il 2025 a −15,1% in volume, a 141 milioni di bottiglie, e −25,3% in valore; e il segmento in cui Delamain è sempre vissuta, XO e oltre, è quello caduto più forte, −23,2%. I due mercati di riferimento si sono chiusi insieme: negli Stati Uniti un dazio del 15% sui prodotti europei, con l’euro sfavorevole, ha gonfiato i prezzi a scaffale di circa il 30%; in Cina, da luglio 2025, un dazio antidumping medio del 32,2%. Dall’esenzione a prezzo minimo strappata dai grandi gruppi — Hennessy, Martell, Rémy Martin — le case piccole come Delamain sono rimaste fuori, e il direttore Éric Le Bouar ammette che in due anni il crollo dell’export ha quasi dimezzato le opportunità della maison.
«Nuove occasioni» e «porta d’accesso». le parole utilizzate dalla maison, traducono una direzione precisa. Un cognac più giovane, fruttato e pensato anche per il ghiaccio e i cocktail è il manuale attuale della categoria: scendere d’età e di prezzo, inseguire consumatori e mercati nuovi — dall’India al Sudafrica — mentre Cina e Stati Uniti arretrano. Per Delamain, che un gradino accessibile non l’aveva mai avuto, è anche il primo affaccio su un pubblico che dell’XO non sa nulla.
Profonda la connessione con le attività di famiglia. Jacques Delamain, che nel 1920 firmò con il fratello Robert il Pale & Dry, era un ornitologo noto, che nel 1930 realizzò la collezione dei «Livres de Nature» da cui la bottiglia prende spunto. La saga familiare poggia, dal 2017, sul controllo di maggioranza dello champagne Bollinger; e il nono discendente Charles Braastad guida oggi una casa di meno di venti persone, circa centomila bottiglie l’anno, tornata nel 2019 a possedere vigne in Grande Champagne — La Rambaudie, da cui Folio Natura in gran parte proviene. Così l’omaggio alla natura recupera una vite che la natura stessa aveva quasi cancellato, mentre la maison scavalca, per la prima volta, la linea che non aveva mai attraversato.


