Il Regno Unito si prepara a compiere un passo destinato a cambiare il rapporto tra consumatori, retailer e l’universo dei bar e della ristorazione. Come riferisce un articolo firmato da Joe Rogers su The Spirits Business, il governo britannico ha infatti avviato il percorso legislativo per consentire, per la prima volta, l’utilizzo dell’identità digitale durante l’acquisto di bevande alcoliche. Se la proposta di modifica del Licensing Act 2003 sarà approvata dal Parlamento, dall’autunno 2026 i consumatori in UK potranno dimostrare la propria maggiore età direttamente attraverso applicazioni certificate installate sullo smartphone, senza dover esibire un documento fisico. La misura rappresenta uno dei più importanti interventi di modernizzazione del sistema di verifica dell’età mai proposti nel Paese e punta a rendere più rapide, sicure e rispettose della privacy le operazioni di controllo nei supermercati, nei pub, nei bar, nei ristoranti e nei locali notturni.
La rivoluzione dell’identità digitale in UK: più sicurezza e maggiore tutela della privacy
L’annuncio è arrivato il 30 giugno alla Camera dei Comuni, dove Sarah Jones, Ministro di Stato per la Polizia e la Criminalità, ha illustrato le motivazioni della riforma:
“In futuro, l’identità digitale rappresenterà un modo rapido e sicuro per dimostrare la propria età senza rivelare ulteriori informazioni personali al personale dei locali, consentendo inoltre a chi lo desidera di lasciare il passaporto al sicuro a casa”.
L’obiettivo è quello di limitare al minimo indispensabile le informazioni condivise durante il controllo dell’età. Attraverso le applicazioni certificate, infatti, il gestore del locale potrà verificare esclusivamente il requisito anagrafico richiesto dalla legge, senza accedere ad altri dati personali normalmente presenti su un documento d’identità tradizionale.
La modifica dovrà ora affrontare l’iter parlamentare prima di poter entrare ufficialmente in vigore. L’iniziativa, però, non nasce da zero. Le prime sperimentazioni della tecnologia di identità digitale presso i punti vendita britannici sono iniziate già nel 2022.
Successivamente, nel 2024, il Ministero dell’Interno aveva promosso una consultazione pubblica sull’introduzione della verifica digitale dell’età per l’acquisto di alcolici. Il risultato aveva evidenziato un ampio consenso da parte delle autorità locali competenti in materia di licenze: il 72% dei partecipanti si era espresso favorevolmente all’introduzione del nuovo sistema.
Oggi, nel Regno Unito, alcune applicazioni autorizzate dal UK Digital Verification Service vengono già utilizzate per verificare l’età durante l’acquisto di prodotti soggetti a limitazioni, come bevande energetiche, tabacco e medicinali. La proposta estenderebbe quindi questo modello anche al settore delle bevande alcoliche.

Acquistare alcolici senza documento fisico: il cambiamento che coinvolge retailer e hospitality
Secondo gli operatori del settore delle identità digitali, il nuovo sistema potrebbe portare benefici concreti sia agli esercenti sia ai consumatori.
Julian Howison, amministratore delegato della società Totum, sottolinea come la necessità di dimostrare frequentemente la propria età si scontri con un’abitudine sempre meno diffusa a portare con sé documenti cartacei:
“All’inizio di quest’anno una ricerca condotta su 2.000 persone tra studenti, apprendisti e professionisti ha evidenziato che solo un terzo porta con sé quotidianamente un documento d’identità (31%), nonostante quasi un terzo venga sottoposto ogni settimana a controlli dell’età (30%), dimostrando quanto i formati tradizionali possano risultare poco pratici”.
Per Howison, la riforma rappresenta un passaggio significativo per l’intero settore:
“Questo passo verso la modernizzazione dell’identità rappresenta un cambiamento importante per locali, retailer e consumatori e consentirà di effettuare controlli sull’età e sui requisiti di accesso in modo più rapido e sicuro, migliorando sia la sicurezza sia l’esperienza complessiva”.
Tra le piattaforme che potrebbero beneficiare maggiormente della nuova normativa figura Yoti, azienda tecnologica con sede a Londra che sviluppa alcune delle applicazioni già oggi abilitate ai controlli dell’età. Tra queste rientrano Post Office Easy ID, Yoti Digital ID e ID Checker, soluzione pensata specificamente per il personale dei locali soggetti a licenza.
Robin Tombs, amministratore delegato di Yoti, considera la proposta un momento storico:
“L’accettazione delle identità digitali per la vendita di alcolici rappresenta una tappa fondamentale per il Regno Unito. Cambierà completamente il modo in cui le persone dimostrano la propria età in supermercati, negozi di prossimità, bar, pub e locali notturni”.
Lo sviluppo della tecnologia, ricorda Tombs, parte da lontano:
“Lavoriamo per questo obiettivo da anni. Quando abbiamo fondato Yoti nel 2014, molti giovani ci dissero che avrebbero voluto utilizzare la nostra applicazione sia al supermercato sia durante le uscite serali. Siamo entusiasti che tutto questo possa presto diventare realtà”.
Restano aperte alcune questioni sulla protezione dei dati
La crescita delle identità digitali non è tuttavia priva di criticità.
Pur avendo registrato oltre 20 milioni di download delle proprie applicazioni nel mondo, Yoti è attualmente coinvolta in un procedimento avviato dal governo spagnolo che ha portato all’imposizione di una sanzione da 950.000 euro per una presunta violazione del Regolamento generale europeo sulla protezione dei dati (GDPR).
L’azienda respinge ogni addebito e ha già presentato ricorso presso l’Alta Corte spagnola, sostenendo la correttezza delle proprie procedure.
Acquisto di alcolici e identità digitale: una tendenza già diffusa nel mondo
Il Regno Unito non rappresenterebbe comunque un caso isolato.
L’utilizzo dell’identità digitale per l’acquisto di bevande alcoliche è già consentito in Australia, in Estonia e in diversi Stati degli Stati Uniti, confermando una tendenza internazionale che punta a integrare sempre più gli strumenti digitali nei processi di verifica dell’età.
Se il Parlamento britannico approverà la modifica al Licensing Act, l’autunno 2026 potrebbe segnare una svolta importante non solo per il commercio delle bevande alcoliche, ma più in generale per il rapporto tra tecnologie digitali, tutela della privacy e semplificazione delle esperienze di acquisto.


