Amaro Grinta, la spinta estiva di Glep Beverages

BANNER

In etichetta ha un diavolo della Tasmania, il marsupiale carnivoro estinto dal 1936: un animale scelto di proposito, come omaggio a una specie cancellata dall’uomo. È l’immagine dell’Amaro di erbe Grinta, prodotto da Glep Beverages del Lago d’Orta, che negli ultimi mesi cerca spazio nelle drink list con un cocktail pensato per l’estate.

Glep nasce dall’incontro di due amici — l’albergatore Ezio Primatesta e il grafico Luca Garofalo, le cui iniziali danno il nome al marchio — attorno all’idea di migliorare il loro Milano-Torino, e in pochi anni ha messo in fila un vermouth, il Vandalo, poi il bitter Spinto, l’amaro Grinta e il gin Fulmine, ciascuno con in etichetta un animale onirico disegnato da Garofalo. I liquori sono realizzati in collaborazione con la storica distilleria Bordiga di Cuneo; Grinta, verde smeraldo a 28 gradi, si ottiene per infusione di erbe e fiori di montagna — genziana, ginepro, achillea, quassio e rabarbaro tra i principali — senza aromi aggiunti, e insieme al vermouth Vandalo si era già piazzato benissimo con due medaglie d’argento alla San Francisco World Spirits Competition 2023.

È la conferma di un momento particolare per l’amaro, che vive una seconda giovinezza soprattutto in chiave miscelata. Gli amari valgono in Italia oltre 215 milioni di euro l’anno e circa il 18% del comparto dei liquori, con un pubblico più giovane e un uso crescente nei cocktail (dati Federvini). Nell’ultima rilevazione della grande distribuzione, a fine 2025, la categoria ha però segnato un leggero calo a valore (−1%), mentre la spinta si è concentrata sugli aperitivi. Sul fronte industriale il segmento è in pieno riassetto: a dicembre Campari ha ceduto l’Amaro Averna e lo Zedda Piras a Illva Saronno per cento milioni, dopo che a giugno il gruppo Caffo aveva rilevato Cinzano. Quello degli amari territoriali, legati a un’area e alle sue botaniche, resta un fronte popolato soprattutto da realtà artigianali come Glep.

A proposito di miscelazione, il drink che accompagna la stagione è il Balsamic Sour, un sour allungato costruito su Grinta e sullo stesso vermouth Vandalo, con miele di montagna, succo di limone e un top di aranciata amara, servito in highball con un rametto di rosmarino.

Balsamic Sour

Balsamic Sour
4,5 cl Amaro Grinta
2 cl Vermouth Vandalo
1,5 cl miele di montagna
2 cl succo di limone fresco
top di aranciata amara

Tecnica: Shake&Strain
Bicchiere: highball
Garnish: rametto di rosmarino