Dietro la porta di un frigorifero, in fondo a un cha chaan teng del quartiere Dongshankou, a Guangzhou, si entra nel bar che da ieri sera guida la classifica dei migliori bar d’Asia. Hope & Sesame ha vinto Asia’s 50 Best Bars 2026 nella cerimonia del 28 luglio al Wynn Palace di Macao, prima insegna della Cina continentale ad arrivare in vetta. Il locale aveva aperto nel marzo 2016 come primo speakeasy del sud del Paese, per iniziativa di Andrew Ho, di Hong Kong, e dello svizzero Bastien Ciocca, conosciuti alla scuola alberghiera di Losanna; nel 2025 era al settimo posto in Asia e al ventinovesimo nella classifica mondiale. «Ci vediamo come parte della Cina intera», ha detto Ho dal palco, ricordando anche l’insegna gemella di Shenzhen.
Zest di Seul resta secondo per il terzo anno e conserva il titolo di miglior bar coreano, mentre Bar Leone di Hong Kong scende al terzo posto dopo due edizioni consecutive in testa. Il locale del romano Lorenzo Antinori mantiene intanto la corona mondiale conquistata l’8 ottobre scorso, quando divenne il primo bar asiatico a vincere The World’s 50 Best Bars, e ha aperto il 9 novembre la succursale di Shanghai, nel distretto di Huangpu, con circa il novanta per cento del menu ripreso da quello di partenza. «Era il momento giusto per mettermi alla prova», ha raccontato Antinori al quotidiano The Standard. Nella stessa Hong Kong il bartender gestisce Montana (47esimo), aperto con Simone Caporale di Sips Barcellona: entrambi figurano nella top ten della Bar World 100.
Bangkok domina per numero di insegne, otto, davanti a Hong Kong con sette e a Singapore con quattro, guidate da Jigger & Pony al nono posto. Le città rappresentate salgono a ventidue e i debutti sono quattordici, tra cui Lennon’s di Bangkok al settimo posto, premiato come miglior nuova entrata. Sempre nella capitale thailandese, Bar Sathorn ha guadagnato trentuno posizioni fino al diciassettesimo, aggiudicandosi il premio per la scalata più importante. Completano il quadro Dry Wave Cocktail Studio, quarto, e il MO Bar di Shenzhen, quinto.
I riconoscimenti individuali sono andati a Indra Kantono, cofondatore di Jigger & Pony, come Industry Icon, e a Shelley Tai del Mius di Hong Kong come Bartenders’ Bartender. Lo stesso Mius ha ottenuto il premio per il design, Workshop14 di Hanoi quello per la nuova apertura, Smoke & Bitters di Hiriketiya, in Sri Lanka, l’Art of Hospitality insieme al titolo nazionale, mentre Coa di Hong Kong, già in vetta alla classifica asiatica per quattro anni in fila in passato, ha ricevuto il titolo di Legend of the List.
La graduatoria nasce dai voti dell’accademia regionale, oltre trecento tra bartender, proprietari e giornalisti di settore, con composizione dichiarata paritaria di genere, chiamati a indicare le migliori esperienze vissute in prima persona. L’organizzazione fa capo a William Reed, la stessa società delle classifiche mondiali dei bar e dei ristoranti, e la sponsorizzazione principale è di Perrier, marchio del gruppo Nestlé; Wynn Macau e Wynn Palace figurano come partner di destinazione per il secondo anno di seguito. La coda dal cinquantunesimo al centesimo posto era uscita il 14 luglio, con venticinque città e undici debutti.


