Conto alla rovescia per Mixology Experience che torna a Fiera Milano Rho, all’interno di Tuttofood. La quinta edizione si svolgerà nel padiglione 6, in una posizione ancora più centrale rispetto al passato, segnale concreto di consolidamento dell’evento.

La manifestazione nasce da un progetto di Bartender.it e si è affermata come piattaforma di riferimento per aziende, brand, bartender, distributori, buyer, operatori Horeca e professionisti della ristorazione. Nel 2026, però, Mixology Experience compie un ulteriore salto: non soltanto una fiera di settore, ma un osservatorio internazionale sul futuro del bere, dell’ospitalità e del rapporto tra food e beverage.
Mixology Experience 2026 e il Business Match
Mixology Experience 2026 si riconferma una piattaforma privilegiata per il networking B2B. L’obiettivo è creare connessioni qualificate tra aziende espositrici, category manager, top buyer, importatori, distributori, gruppi Horeca e operatori internazionali. Il valore della manifestazione sta nella sua capacità di intercettare un pubblico verticale ma sempre più ampio: dai brand di spirits alle aziende di soft drink premium, dai produttori di analcolici evoluti al mondo birra, wine, sparkling, bar equipment, tecnologie per l’ospitalità e soluzioni per il servizio. In un mercato in cui il fuori casa italiano vale 96,4 miliardi di euro e rappresenta circa il 33% dei consumi alimentari, secondo il Rapporto Ristorazione Fipe 2025, l’innovazione beverage diventa una leva decisiva per sostenere la qualità dell’esperienza, aumentare lo scontrino medio e differenziare l’offerta.
Beverage Pairing: nuova grammatica del Made in Italy
Il tema centrale dell’edizione 2026 sarà il Beverage Pairing, inteso non come semplice abbinamento tra cibo e drink, ma come nuovo linguaggio dell’ospitalità contemporanea. Pur essendo una tendenza internazionale, Mixology Experience, però, il Beverage Pairing ha una specificità italiana: diventa il “cavallo di Troia” del Made in Italy. Un cocktail può essere replicato a New York, Dubai, Singapore o Londra. Ma il modo italiano di abbinarlo al cibo nasce da un patrimonio unico: materie prime, territori, ricette, tecniche, biodiversità, cultura dell’aperitivo, cucina regionale e artigianalità.
Il programma: tra talk, masterclass e pairing experience
Il programma 2026 si svilupperà tra Main Stage e Main Bar Arena, con un calendario fitto di talk, masterclass, tavole rotonde e momenti esperienziali. Il palinsesto affronta i principali temi del settore: scenari del fuoricasa, distribuzione beverage, aperitivo, spirits, agave, birra, fermentazioni, Gen Z, neuroscienze, turismo beverage, food cost, value perception e nuove forme di ospitalità. Tra gli appuntamenti del Main Stage, si segnalano l’incontro di apertura su “Scenari, numeri e prospettive del fuoricasa italiano”. Il programma affronta anche il tema dell’agave così come ampio spazio sarà dedicato anche all’evoluzione dell’aperitivo. La parte più esperienziale sarà concentrata nella Main Bar Arena, dove il Beverage Pairing prenderà forma attraverso appuntamenti con ristoranti, chef, bartender e sommelier: da Ceresio 7, con lo Chef Elio Sironi e Davide Corazza a Moebius, con lo chef Enrico Croatti, Giovanni Allario e Lubna. Infine, Mixology Experience 2026 riunirà figure centrali del mondo beverage, della ristorazione e della pasticceria. Quattro nomi su tutti: Iginio Massari, maestro della pasticceria italiana e figura di riferimento internazionale del dolce; Davide Comaschi, Master Chocolatier e Campione del Mondo di cioccolato; Cesare Murzilli, Corporate Pastry Chef di Portrait Milano, oggi interprete di una pasticceria contemporanea legata all’ospitalità d’hotel; ed Emin Haziri, Executive chef e volto di Procaccini Milano, ristorante milanese recentemente insignito con la Stella Michelin.


