A Sassello, nell’entroterra savonese, viene presentato in anteprima nazionale domenica 17 maggio il primo whisky italiano prodotto esclusivamente da farro. È “Il Signor Camillo”, progetto del master distiller Diego Assandri, quinta generazione di una famiglia di mugnai-agricoltori legata al mulino storico del borgo, attivo dal 1830. La filiera è interamente locale: dalla coltivazione dei cereali sui Monti Liguri alla macinazione a pietra, fino alla distillazione all’interno del Parco del Beigua, riconosciuto UNESCO Global Geopark dal novembre 2015.
«Quattro anni fa ho deciso di fare whisky con i cereali antichi italiani che coltiviamo, senza ricette o modelli di riferimento», racconta Assandri. «Avendolo assaggiato, so di aver intrapreso la strada giusta: partire dalle materie prime e lasciare che siano i prodotti a parlare». La scelta del farro – tra i cereali più antichi al mondo, con coltivazione attestata già nel Neolitico e oggi diffuso soprattutto sugli Appennini centrali – rappresenta una novità nel panorama internazionale, dominato da orzo, mais, segale o frumento. Il distillato matura oltre tre anni – soglia minima prevista dalla normativa europea – in barrique nuove di rovere francese firmate Botti Gamba di Castell’Alfero. Dalla prima botte nasce un’edizione limitata di 628 bottiglie numerate.
Il debutto arriva accompagnato da un riconoscimento internazionale: ai World Whiskies Awards 2026 di Londra – competizione i cui titoli globali sono stati assegnati il 25 marzo al Waldorf, con il Bowmore 21 Year Old Sherry Oak Cask incoronato miglior single malt al mondo – il distillato di Sassello ha ottenuto la medaglia d’oro nella categoria Single Cask Single Grain, qualificandosi tra i finalisti globali.
Il contesto italiano è nel frattempo in rapida evoluzione. La produzione di whisky in Italia prende il via circa dodici anni fa con l’accensione degli alambicchi di Puni a Glorenza, in provincia di Bolzano, primo progetto di distilleria pensato appositamente per il whisky nel Paese. Si sono aggiunte negli anni Nannoni in Toscana, Strada Ferrata, CRAK Brewery, Winestillery, DU.IT e altre realtà, tutte orientate alla valorizzazione di materie prime locali. Il progetto sassellese si distingue per la monocereale e per un percorso integralmente agricolo, dalla semina alla doppia distillazione in alambicchi di rame.
Sul fronte istituzionale, il presidente del Parco del Beigua Daniele Buschiazzo sottolinea il legame tra produzione e tutela ambientale: «Il legame inscindibile tra prodotti agricoli d’eccellenza e tutela della biodiversità costituisce una ricchezza inestimabile; è attraverso queste filiere di qualità che i servizi ecosistemici diventano tangibili». Sassello è il primo Comune italiano ad aver ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club e fa parte del Geoparco, esteso su oltre 42.000 ettari e undici comuni delle province di Genova e Savona.
La distribuzione è affidata in esclusiva a 1492 Coloniale Group, del Gruppo Timossi, e il lancio rientra in una strategia di valorizzazione territoriale: Sassello è infatti il primo ocmune italiano ad aver ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e fa parte del Geoparco del Beigua, che si estende per oltre 42.000 ettari coinvolgendo undici comuni tra le province di Genova e Savona.


