Dall’11 al 14 giugno Martini trasforma un tram storico milanese in un bar itinerante. Si chiama Martini Aperitivo Line: tour da 45 minuti, quattro al giorno, prima partenza alle 17 e ultima alle 20.45 da Piazza Castello, con a bordo la narrazione di una guida certificata, una sessione di flair bartending e uno spritz da bere durante il tragitto. L’esperienza è gratuita, su registrazione al sito del brand.
Il percorso è costruito come un racconto della nascita dell’aperitivo milanese, con la precisazione che il marchio stesso porta avanti da tempo: il vermouth è un’invenzione torinese — Martini nasce a Torino nel 1863 — ma il rito sociale dell’aperitivo si è plasmato a Milano. Il tour ripercorre questa geografia: dalla Brera di fine Ottocento, dove l’aperitivo si afferma come abitudine della borghesia cittadina, alla piazza del Duomo di inizio Novecento, fino a Piazza Diaz, da cui si scorge la Terrazza Martini.
Proprio la Terrazza è il capitolo più concreto di questa storia. Inaugurata il 9 aprile 1958 ai piani alti del grattacielo di Piazza Diaz, con vista su Duomo e skyline, è diventata uno dei simboli del lifestyle milanese: vi fu battezzata La Dolce Vita di Fellini nel 1960 e per due decenni ospitò il jet set del cinema e della cultura. All’apice furono otto le Terrazza Martini nel mondo — da Parigi, la prima, a Londra, Barcellona, Bruxelles, San Paolo. Quella milanese, ristrutturata nel 2018 per i sessant’anni, resta oggi una venue per eventi su tre livelli.
A bordo del tram lo spritz menu mette in fila tre serve costruiti sul portfolio aperitivo del marchio: il Martini Bianco Spritz (vermouth bianco e prosecco), il Martini Bitter Spritz dal profilo più amaricante e l’analcolico Martini Vibrante Spritz, agrumato e amaro di pompelmo — quest’ultimo in linea con la spinta no/low alcol che attraversa la categoria.
In parallelo Martini ha attivato CIAO! Terrazza Martini, un calendario di serate fino al 1° ottobre, in collaborazione con Ciao. Discoteca Italiana, ospitate al Pandenus Portanuova, al Bar Cuore e al Bar Brera. È la stessa logica con cui il brand, di proprietà Bacardi, presidia da anni Milano come capitale simbolica dell’aperitivo: un terreno conteso, sul quale anche il principale concorrente nel mondo dello spritz, Aperol del gruppo Campari, ha costruito una propria terrazza permanente affacciata sul Duomo. Per i due colossi italiani dell’aperitivo la visibilità nei luoghi-simbolo della città vale quanto la presenza sullo scaffale.
Il momento dell’aperitivo, del resto, è l’occasione di consumo che regge meglio: in un mercato spirits italiano in contrazione dal 2019, è cresciuto fino a rappresentare circa il 46% dei consumi totali secondo i dati Circana presentati a inizio 2025. Per i brand del vermouth e dei bitter, costruire memoria attorno a quel rito — e attorno alla città che lo ha codificato — è una mossa che difende il cuore stesso del business


