In un segmento, quello delle espressioni di tequila ultra-invecchiate, dove le bottiglie da oltre 200 dollari si sono moltiplicate negli ultimi anni, Espolòn va contro corrente e sceglie di entrare con un prezzo che definisce «tra i più accessibili» della fascia: sessantanove dollari e novantanove, con cui il tequila di Campari Group debutta negli Stati Uniti nella categoria extra añejo.
Sul piano tecnico, l’Extra Añejo nasce da un doppio invecchiamento: due anni e mezzo in rovere americano seguiti da un affinamento di sei mesi in botti di Chardonnay francese, l’elemento distintivo, una pratica sempre più diffusa nella categoria agave per aggiungere complessità senza appesantire. «Ho sempre apprezzato la complessità che le botti da vino sanno portare, quindi finire il liquido in barrique di Chardonnay francese è stata una scelta naturale», ha spiegato il maestro tequilero Jesús Susunaga Acosta. «Il risultato è un tequila che può reggere il confronto con gli altri distillati invecchiati, restando però accessibile a più persone». Il profilo bilancia caramello e vaniglia con rovere tostato e spezie dolci. La bottiglia, nera opaca con lettering verde fluo, riprende l’iconografia di José Guadalupe Posada che ispira da sempre il marchio, qui in una scena di serenata.
Il tequila ha smesso da tempo di essere solo il distillato dello shot: le espressioni invecchiate — reposado, añejo, extra añejo — sono ormai proposte come sipping spirit alternative a whisky e cognac, ed è su questo asse che si concentra la crescita di valore della categoria. Ma è anche un mercato che inizia a mostrare i propri limiti sul fronte del lusso: la proliferazione di etichette a tre cifre ha cominciato a pesare sulle tasche dei consumatori, e diversi analisti suggeriscono ai brand di non spingere troppo in alto. In questa cornice, un extra añejo cask-finished a meno di settanta dollari è una scommessa che cavalca la premiumization senza inseguire la vetta dei prezzi.
Per Campari è un tassello coerente con la propria traiettoria. Espolòn è il motore della divisione agave del gruppo, cresciuta del 4,9% nel primo trimestre 2026 a fronte di un +2,9% complessivo: uno dei marchi su cui la strategia “fewer, bigger bets” del CEO Simon Hunt concentra le risorse, accanto ad Aperol. Negli ultimi mesi il brand ha tenuto alta la visibilità anche sul piano della comunicazione, con una campagna fronteggiata dall’attore Ken Jeong. L’Extra Añejo, per ora riservato agli Stati Uniti — che da soli valgono oltre il 60% dei consumi mondiali di tequila — estende il portfolio verso l’alto senza abbandonare il terreno dell’accessibilità su cui Espolòn ha costruito la propria reputazione.


