Attraverso il vetro del bicchiere si nota il rosa pallido di un rosé di Provenza, con qualche riflesso dorato. Poi lo si assaggia, ed esplode l’anima inconfondibile di un rum di qualità. Si chiama Insolito, lo firma Ron Matusalem, e arriva sul mercato come il primo rum rosé al mondo.
Il colore deriva dall’influenza del legno, teoria portante del lavoro della master blender Cynthia Vargas. I rum invecchiati della casa, ottenuti con il sistema Solera di cui Matusalem fu tra i pionieri, vengono affinati in botti che hanno contenuto vino Tempranillo, il rosso iberico, e poi assemblati con l’iconico Gran Reserva 15. Quaranta gradi, naso e palato su vaniglia, frutti rossi e un tocco di liquirizia. Sono le linee guida di una storia aziendale che sembra uscita da un romanzo: fondata a Santiago de Cuba nel 1872 — il nome richiama Matusalemme, il patriarca biblico dai 969 anni, omaggio al lungo invecchiamento —, la famiglia Álvarez lasciò l’isola negli anni Cinquanta e rilanciò il marchio in Repubblica Dominicana, dove ancora oggi si produce.

La moda dei “rosé spirits” gira da tempo: gin, vodka e soprattutto tequila hanno già avuto la loro versione rosa, spesso ottenuta — come in questo caso — con un passaggio in botti di vino rosso, sull’onda del boom mondiale del vino rosé. Anche rum tinti di rosa dal legno del vino esistono già, in chiave artigianale. L’affinamento in botti di vino, del resto, è una delle leve di premiumization più battute degli ultimi anni, dal whisky in giù. Insolito è il primo a giocare quella carta dentro un marchio di rum premium di scala globale.
L’aperitivo e i mesi caldi sono i target principali, cercando di intercettare i consumatori più giovani e le nuove occasioni di consumo: Matusalem ne suggerisce anche l’abbinamento con le fragole di stagione. Il serve consigliato lo allunga con soda al pompelmo, lime e un bordo di Tajín.
Da settembre 2025 Ron Matusalem è distribuito da Disaronno Group, che ha rilevato il marchio dal Gruppo Montenegro e ne sta spingendo il posizionamento di alta gamma. Insolito è tra i primi lanci di questo nuovo capitolo italiano, e prova a portare il rum in un’occasione — il bicchiere rosa d’estate — finora presidiata dal vino e dagli aperitivi.


