Prima di tutto, Bombay Sapphire aveva condotto una ricerca sui consumatori americani e ne aveva ricavato una diagnosi poco lusinghiera: molti non sanno bene come si beve il gin, e il ginepro resta una barriera di gusto quasi insormontabile. La global vice president del marchio, Natasha Curtin, lo ha riconosciuto pubblicamente l’estate scorsa, ammettendo che «la categoria nel suo complesso ha faticato a restare rilevante» e che la risposta sarebbe passata da un servizio più accessibile, che ha ora la forma di Sparkling Lemon, il ready-to-drink che Bacardi porta sugli scaffali italiani e britannici.
Dentro la lattina da 250 millilitri finisce la versione pronta dell’omonimo cocktail: il London Dry infuso a vapore, un’infusione di limoni mediterranei e la soda, per un profilo agrumato che ammorbidisce il ginepro e abbassa la gradazione. Si propone freddo, bevuto direttamente dalla lattina, oppure versato su ghiaccio con una fetta di limone, e si presenta come un miscelato costruito con gli stessi criteri professionali di un bar: una promessa di equivalenza con il cocktail servito al banco che resta, per ora, un argomento di vendita.

Il formato, del resto, è uno dei pochi angoli del mercato che tiene. «Il mercato dei Ready-To-Drink continua a guadagnare popolarità», osserva Curtin, citando una crescita globale del 3% nel 2025 secondo IWSR, mentre quasi tutte le categorie di distillati arretrano. Sparkling Lemon è il secondo pronto-da-bere del marchio dopo il Gin & Tonic in lattina, e si inserisce nella stessa corsa alla convenienza che ha spinto De Kuyper a spillare Spritz dal fusto, Diageo a puntare sulle lattine e Altos a rivolgersi a chi i cocktail se li prepara in casa.
Il gin, intanto, ha chiuso il 2025 con volumi globali cresciuti dell’1%, dopo che il boom del decennio scorso si è esaurito e i mercati storici — Regno Unito, Spagna, Germania — hanno rallentato; a pesare sono soprattutto i gin aromatizzati, in caduta rapida. L’Italia, in questo quadro, è diventata il principale motore europeo della categoria: il gin tonic ha scalzato il Negroni come terzo cocktail più bevuto nel Paese, dietro l’Aperol Spritz e il Campari Spritz, e dopo un 2025 in flessione il mercato è tornato a crescere nei dodici mesi chiusi a marzo.
Sotto l’etichetta blu resta il London Dry di sempre, prodotto a Laverstoke Mill, nell’Hampshire, secondo una ricetta del 1761 e con dieci botaniche estratte per infusione a vapore anziché per macerazione. Attorno al liquido, Bacardi ha costruito la campagna globale «Step Into The Blue», dedicata alla bottiglia, e una sponsorizzazione da partner ufficiale del campionato di motonautica elettrica E1, agganciata alle credenziali ambientali della distilleria, certificata BREEAM nel 2014 e dal Wildlife Habitat Council nel 2023.


