Prodotto, comunicazione e spazio: sono le tre dimensioni su cui Campari Group spinge per surfare l’onda ancora travolgente dello Spritz, in tutte le sue forme. Appena due giorni fa il gruppo ha annunciato Aperol Spritz To Go, nuova versione ready-to-drink in lattina slim da 250 ml e 5% vol., che trasferisce fuori dal bar la ricetta identitaria dell’aperitivo più riconoscibile del momento. Il rollout è partito nel Regno Unito tra aprile e maggio, con estensione ad altri mercati europei a partire dallo stesso mese. L’operazione arriva dopo il lancio, nel 2025, della versione ready-to-serve in bottiglia da 200 ml e 9% vol. nel mercato britannico.
Lo Spritz continua d’altronde a mostrare forza come sinonimo di momento di consumo e identità del prodotto. Secondo NIQ, nel terzo trimestre del 2025 Aperol Spritz è diventato il cocktail più popolare nel Regno Unito, arrivando a rappresentare il 13,6% della spesa complessiva per cocktail nel canale on premise, forte dei dati IWSR che rilevano come nel Regno Unito i volumi dei bitters e spirit aperitifs siano cresciuti con un CAGR del 5% tra il 2018 e il 2023, mentre i liquori hanno segnato +4% nello stesso periodo; negli Stati Uniti, sempre secondo IWSR, i bitters e spirit aperitifs premium hanno registrato +18% CAGR tra il 2018 e il 2023, con una previsione di +19% tra il 2023 e il 2028.
Aperol cavalca inoltre la forza propulsiva della campagna marketing lanciata lo scorso 9 aprile in Italia, “Non basta che sia arancione per essere l’Originale Aperol Spritz”, costruita attorno a un dato Ipsos Doxa 2025: quando un consumatore italiano ordina uno spritz generico, nel 70% dei casi si aspetta di ricevere proprio un Aperol Spritz. La campagna insiste perciò sul gesto esplicito della scelta dell’originale, in un contesto affollato di alternative visivamente simili che sono peraltro sfociate nel servizio de Le Iene sulla contraffazione del prodotto.
Pochi giorni prima, il 25 marzo, a Milano aveva aperto SYNC by Aperol Listening Bar & Bistro, nuovo spazio del brand in Galleria Vittorio Emanuele II, angolo Piazza Duomo, concepito come luogo in cui aperitivo, musica e cucina convivono in un’unica esperienza. Il progetto si presenta come un listening bar accessibile e continuativo, con programmazione musicale, pairing food&drink e una drink list che ruota attorno ad Aperol e alle sue reinterpretazioni.
I numeri del gruppo aiutano a collocare queste mosse. Nei risultati 2025, la House of Aperitifs di Campari Group ha rappresentato il 43,8% delle vendite complessive, con una crescita organica del 2,3%; all’interno di questo perimetro, la franchise Aperol ha registrato un +1%, mentre nel Regno Unito il gruppo ha indicato una crescita del 7%, trainata proprio da Aperol in bottiglia e nella versione ready-to-serve. Nel suo annual report, Campari scrive di voler rafforzare il ruolo di Aperol come leader dell’aperitivo e, insieme, di lavorare per sbloccare crescita “oltre la piazza”; nello stesso documento ricorda che nel 2025 i test di Aperol on Tap nei festival musicali hanno servito oltre 2 milioni di Aperol Spritz.
E non è tutto: nel 2026 Campari Group ha indicato ufficialmente il lancio di nuovi formati per nuove occasioni, citando in modo esplicito Campari Spritz Ready to Serve e Aperol RTD. Sul mercato italiano, il Campari Spritz pronto da servire è già comparso in confezioni da tre bottigliette monodose da 17,5 cl a 10,5% vol., distribuite nella grande distribuzione e nell’e-commerce.


