Aveva già riempito una ventina di locali a Città del Messico sul finire del 2025, poi a giugno ha invaso Londra: adesso Hennessy sbarca a Milano in quanto partner ufficiale del tour mondiale di Bad Bunny. Per tutto luglio, sette cocktail bar della città serviranno drink in edizione limitata costruiti sull’Hennessy Very Special, parte del protfolio LVMH, in omaggio alla superstar portoricana che terrà le due date italiane del suo tour il 17 e 18 luglio all’Ippodromo SNAI La Maura, entrambe sold out.
Hennessy è dallo scorso novembre il presenting sponsor globale del «DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour», e la sua narrazione accosta due territori, la Charente e Porto Rico, uniti da orgoglio e resilienza. Protagonista dei serve è la V.S, l’espressione d’ingresso e più miscelabile, e il pubblico è quello giovane e latino che il cognac fatica a trattenere. La categoria ha chiuso il 2025 in forte arretramento — 15% in volume e 25% in valore — e i ricavi di Moët Hennessy, nei primi nove mesi, sono scesi del 4%. Un artista che riempie stadi da ottantamila posti può essere un gancio fondamentale per tenere il cognac dentro la conversazione, agli occhi di un consumatore da convincere.


Sette cocktail bar di Milano, si diceva, per altrettante ricette: da Bob arriva la ¡Wepa! Colada di Leonardo Alfaro, al MOGO la Henny Bunny di Ravidson Tiene — nella settimana pre-concerto ospiterà anche un takeover dedicato — mentre Rumore firma l’Efecto Latino e Rita’s Tiki Room la Bad’s Bunny. Completano il giro il Tropical Leaf del Giardino Cordusio, La Mesanita del nuovissimo SushiSamba in Torre Velasca e il Tropico di The Sanctuary. Ricette diverse per stile, dal tiki al tropicale, tutte con la V.S e con richiami all’isola caraibica, a partire dal pitorro de coco, che è anche un brano dell’album.
Potenzialmente una situazione win-win per bar e azienda, alla luce di come, forse anche in modo controintuitivo, il cognac si stia confermando come prodotto preferito nella scena dei club e dei luoghi della notte, ben più che in miscelazione, per non parlare del consumo liscio o casalingo che è ormai anni luce distante dai tempi d’oro. Ci sarà da vedere.


