Delle icone storiche di Bibite Sanpellegrino, la limonata era rimasta l’ultima priva di un gemello a zero zuccheri. Il vuoto si chiude ora con Limonata Zero, fatta con limoni interamente siciliani e senza zuccheri aggiunti — restano quelli naturali del succo — in lattina da 33 centilitri a un prezzo consigliato di 74 centesimi. La gamma Zero del marchio, nato nel 1932 e oggi nel gruppo Sanpellegrino-Nestlé, sale così a tre referenze con Classica e Chinò, dentro la campagna «Più Succo alla Vita» ispirata al Sud Italia.
Dato firmati da Nomisma sono a sostegno dell’allargamento: più di un italiano su due dichiara di guardare gli zuccheri nelle bevande che consuma. La traiettoria è la stessa registrata da anni dall’Osservatorio Immagino di GS1 sui prodotti «senza zuccheri aggiunti», tra i più dinamici dello scaffale, e per il marchio bergamasco è un percorso avviato da tempo: la linea Zero esiste da oltre un decennio, è passata alla lattina da 33 nel 2023 — allora con il Cocktail Zero, versione light dell’aperitivo analcolico di casa — e ha ricostruito la veste grafica nel 2025. Il limone, per la verità, era il candidato naturale a completarla: dell’immaginario del marchio è l’agrume simbolo, e la limonata resta tra i gusti più venduti della gamma classica.
Il gran paradosso della riformulazione: la tassa che l’avrebbe imposta, al momento, resta lettera morta. La sugar tax italiana, varata nel 2020 dal secondo governo Conte, non è mai entrata in vigore: l’ultima manovra l’ha spostata al 1° gennaio 2027, nono rinvio in sei anni, tra chi in maggioranza ne chiede l’abolizione e chi, come l’Istituto Mario Negri, vorrebbe al contrario rafforzarla. I produttori riuniti in Assobibe hanno sempre osteggiato l’imposta, paventando ricadute fino al 10% del fatturato e 400 milioni di acquisti in meno di materia prima; l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal canto suo, avverte che una tassa sullo zucchero funziona solo se pesa almeno il 20% del prezzo finale. Nel Regno Unito la Soft Drinks Industry Levy ha tagliato del 45% in quattro anni lo zucchero nelle bevande tassate; in Italia, in assenza della tassa, la spinta arriva dal mercato — la stessa direzione che in Germania il fisco ha appena imboccato per l’alcol. Le gamme zero funzionano intanto anche da assicurazione: se un giorno la tassa scattasse davvero, colpirebbe solo le versioni con zucchero.


