Tre mesi fa aveva vinto il vestito: al Vinitaly Design Award di aprile una giuria di trenta tra designer, art director e giornalisti aveva dato al progetto Riserva Lux Aurea di Bonollo 1908 il primo premio della categoria Dark Spirits, lodando il decanter dalle linee architettoniche e il cofanetto in legno che lo custodisce.
All’International Spirits Challenge trionfa invece il contenuto: la giuria di Londra assaggia campioni anonimi, alla cieca, e giudica soltanto ciò che trova nel bicchiere. E anche qui, medaglia d’oro: una certa carta d’identità per una riserva lanciata quest’anno.
Lux Aurea è l’ultima nata delle collezioni esclusive della casa padovana, un blend di grappe scelte per armonia ed eleganza e lasciate maturare otto anni in botti di rovere, presentato al pubblico proprio a Vinitaly in aprile. Il concetto attinge al mito di Prometeo, con il fuoco donato agli uomini come «luce aurea» del progresso a fare da filo tra nome, decanter e racconto. «La Medaglia d’Oro a Lux Aurea premia la nostra costante tensione verso l’eccellenza», dice Elvio Bonollo, quarta generazione alla guida dell’azienda, che nel doppio premio trova la sintesi della filosofia di famiglia, il bello e il buono tenuti insieme.
Una delle dinastie più longeve della grappa italiana, con le radici della famiglia che affondano a metà Ottocento, come descrive il marchio che porta l’anno in cui Giuseppe Bonollo mise in piedi la sua distilleria. Oggi la quarta generazione guida da Padova un gruppo da settanta milioni di fatturato che nel tempo ha assorbito case storiche come Ballor — centosettant’anni compiuti nel 2026 — e distribuisce in Italia il whiskey americano Templeton.
La svolta era privata nel 1999, quando la OF Amarone Barrique inaugurò il segmento della grappa affinata in barrique e dimostrò che il distillato di vinaccia poteva giocare nella fascia alta dei grandi spirits. Lux Aurea prosegue la linea nei grandi invecchiamenti, conferma della traiettoria dell’intera categoria: il mercato dei distillati si contrae, regge quasi soltanto la fascia alta, e la grappa insegue whisky e cognac sul terreno dell’età e delle edizioni da collezione.
Nel catalogo Bonollo, Lux Aurea va così a sedersi tra le collezioni esclusive, accanto a una riserva dedicata a Dante e a una partita di duemila bottiglie firmate una a una da Filippo Bonollo.


