Il 5 marzo il mondo della distillazione italiana celebra per la prima volta la Giornata Internazionale della Grappa, un appuntamento pensato per accendere i riflettori su uno dei distillati più identitari del Made in Italy. Ma la ricorrenza arriva in un momento delicato per il settore. Se sul piano culturale e simbolico la grappa resta un pilastro della tradizione italiana, sul piano economico il mercato attraversa una fase di rallentamento che riflette i cambiamenti nei consumi degli spirits.
Secondo i dati Circana citati da Giambattista Marchetto in un suo articolo su Il Sole 24 Ore, il 2025 si chiude con segnali chiari: nella grande distribuzione la grappa registra un calo del 7% a valore, fermandosi a 130,4 milioni di euro, mentre i volumi scendono del 7,3% a 9,2 milioni di litri. Anche il fuori casa non offre indicazioni migliori. Le stime basate su cash&carry e grossisti indicano una flessione del 9,2% in volumi (2,5 milioni di litri) e del 7,8% a valore, pari a circa 45 milioni di euro.
I consumi cambiano: crescono ready-to-drink e aperitivi
Il rallentamento della grappa va letto nel contesto più ampio dell’evoluzione dei consumi nel comparto spirits. Le rilevazioni Circana mostrano infatti come il mercato complessivo degli alcolici abbia sostanzialmente tenuto nel 2025, con -0,3% a volume e -0,1% a valore.
A soffrire sono soprattutto le categorie più tradizionali – grappa, brandy e acquaviti – mentre si rafforzano prodotti più legati alle nuove occasioni di consumo. I ready-to-drink crescono del 12%, gli aperitivi del 5% e le monodose dell’8,2%, confermando come il consumo di spirits si stia progressivamente spostando verso formule più immediate, conviviali e orientate alla mixology.
È una trasformazione culturale prima ancora che commerciale. La grappa resta infatti fortemente associata a un momento di degustazione meditativa, spesso legato al fine pasto, mentre i nuovi stili di consumo privilegiano occasioni più informali e dinamiche.

Export in frenata dopo il boom del 2023
Se il mercato interno rallenta, anche l’estero non offre particolari consolazioni. Dopo l’accelerazione registrata nel 2023, quando le esportazioni di grappa erano cresciute del 30%, il ciclo si è rapidamente raffreddato.
Secondo elaborazioni Nomisma su dati Istat, nei primi undici mesi del 2025 l’export ha perso circa l’11% a valore, passando da 37,6 milioni di euro a 33,4 milioni. Un dato che riflette le difficoltà generali del comparto spirits e la crescente competizione internazionale, soprattutto nei mercati dove dominano whisky, rum e tequila.
Il valore culturale della grappa: territorio, vinacce e sapere artigiano
In questo contesto di mercato complesso, la filiera punta sempre più sulla valorizzazione dell’identità del prodotto. La grappa resta infatti uno dei pochi distillati interamente italiani, definito per legge come acquavite ottenuta esclusivamente da vinacce nazionali e distillata in Italia.
Il suo legame con il territorio è uno degli elementi chiave su cui si costruisce il racconto contemporaneo del distillato. Un esempio emblematico è la Grappa del Trentino IG, espressione di un sistema produttivo che unisce materia prima locale, competenze artigianali e un disciplinare rigoroso.
“La grappa è il risultato di un legame profondo con il territorio, con le sue materie prime e con le competenze tramandate nel tempo”, sottolinea Alessandro Marzadro, presidente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino, evidenziando come regole condivise e tracciabilità siano strumenti fondamentali per preservare identità e qualità del prodotto.
In Trentino, ad esempio, ogni anno vengono distillate circa 13.000 tonnellate di vinacce, che danno origine a circa 7.500 ettanidri di grappa, equivalenti a 2,5 milioni di bottiglie da 70 cl.

Le iniziative 2026: il brindisi nazionale della Giornata della Grappa
La Giornata Internazionale della Grappa, istituita nel 2026 dall’ANAG – Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa e Acquaviti – nasce proprio con l’obiettivo di rafforzare questo racconto culturale del distillato. Per l’occasione l’associazione ha promosso un brindisi virtuale da nord a sud Italia, coinvolgendo distillatori, soci assaggiatori e appassionati per celebrare uno dei simboli più autentici della tradizione nazionale. L’iniziativa si inserisce in un calendario più ampio di attività dedicate alla formazione e alla degustazione consapevole, pilastri della missione dell’associazione fin dalla sua fondazione nel 1978.
“La Grappa rappresenta l’anima più autentica del nostro Paese nel settore degli spirits: è simbolo di tradizione, maestria e passione e racconta storie di artigianalità e di cultura italiana dalle Alpi alla Sicilia”, sottolinea Marcello Vecchio, presidente ANAG, ricordando il ruolo dell’associazione nella promozione della degustazione consapevole e della cultura del buon bere. “Il 5 marzo brinderemo tutti insieme a questa eccellenza e alla passione che la rende, ogni giorno, un orgoglio del Made in Italy”.
Alkemica: la grappa raccontata attraverso lo sguardo femminile
Accanto alle celebrazioni ufficiali cresce anche una nuova stagione di iniziative culturali dedicate al distillato. Tra queste si è distinta “Alkemica – Lo spirito delle donne”, evento promosso dalle Donne della Grappa ANAG e ospitato a Firenze nella cornice del complesso del Fuligno.
La prima edizione ha registrato una partecipazione significativa di soci ANAG e appassionati, con un programma articolato che ha alternato momenti di riflessione culturale e degustazione sensoriale. La giornata si è aperta con la tavola rotonda “La gioia di essere donna. Il linguaggio segreto dei profumi: consapevolezza, orgoglio e libertà dei sensi”, che ha riunito figure provenienti da ambiti diversi ma unite da una visione comune della cultura sensoriale. Tra gli interventi quelli dell’agronoma e divulgatrice scientifica Alessandra Biondi Bartolini, della fragrance designer Claudia Scattolini, della distillatrice Priscilla Occhipinti di Nannoni Grappe e dell’erborista e barlady Terry Monroe, che ha guidato anche una masterclass dedicata al ruolo dei profumi nella mixology.
Nel pomeriggio l’evento è entrato nel vivo con degustazioni e abbinamenti che hanno messo in dialogo la grappa con diversi universi gastronomici: formaggi insieme agli assaggiatori ONAF, salumi con ONAS e ATAS, torte al cioccolato di TortaPistocchi, gelato artigianale della Gelateria Ballerini, oltre ad abbinamenti con sigaro in collaborazione con Compagnia Toscana Sigari. Non sono mancati anche gin e whisky toscani, a testimonianza di un approccio aperto al mondo dei distillati contemporanei. A completare l’esperienza, il banco di assaggio con le grappe vincitrici del Premio Alambicco d’Oro ANAG 2025 e altre eccellenze provenienti da tutta Italia.
La sfida della grappa italiana
La fotografia del settore mostra dunque un equilibrio complesso. Da un lato la grappa resta uno dei distillati più autentici e rappresentativi del patrimonio gastronomico italiano. Dall’altro, il mercato deve confrontarsi con consumi che cambiano e con una concorrenza internazionale sempre più intensa.
La sfida dei prossimi anni sarà probabilmente proprio questa: mantenere intatta l’identità della grappa, trovando allo stesso tempo nuovi linguaggi, nuovi pubblici e nuove occasioni di consumo.
La Giornata Internazionale della Grappa nasce con questo spirito. Non solo una celebrazione, ma anche un punto di partenza per ripensare il futuro di uno dei distillati più identitari d’Italia.


