Gruppo Caffo trionfa ai IWSC 2026

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Con 98 punti su cento e la Gold Outstanding, il riconoscimento più alto in palio, il prodotto migliore di Gruppo Caffo all’International Wine & Spirit Competition di Londra è un liquore di bergamotto. Bergamino di Calabria, fatto con l’agrume che cresce quasi solo sulla fascia jonica reggina, ha aperto un medagliere che chiude l’edizione 2026 con la casa di Limbadi prima fra le aziende italiane di spirits: diciassette medaglie.

L’International Wine & Spirit Competition nasce a Londra nel 1969, fondata dall’enologo Anton Massel come circolo di degustazione, ed è oggi tra i concorsi internazionali di vini e distillati più citati del settore: si tiene ogni anno, raccoglie iscrizioni da oltre ottanta paesi e si protrae per mesi. Ogni campione viene valutato alla cieca da panel di esperti — Master of Wine, distillatori, buyer, giornalisti — e poi sottoposto ad analisi chimica di laboratorio. I riconoscimenti salgono dal Bronze al Silver al Gold, fino alla Gold Outstanding riservata ai punteggi più alti su scala centesimale. È un concorso a iscrizione, con quota di partecipazione per categoria e nessun tetto al numero di medaglie assegnabili: il medagliere misura la qualità dei singoli prodotti tanto quanto l’ampiezza con cui un’azienda sceglie di presentarsi in gara.

Il conto di Caffo riporta una Gold Outstanding, altre sette d’oro, otto d’argento e un bronzo, sparse su un ventaglio che va dagli amari agli aperitivi, dalle grappe ai liquori. Un portafoglio ampio e iscritto in massa fa incetta di medaglie quasi per definizione; contano comunque il 98 del bergamotto e i punteggi delle grappe Mitica e Mangilli, fermi sopra i 95, che dicono di qualità, non certo solo di numeri.

Per la prima volta all’IWSC, inoltre, il vermouth Cinzano gareggia sotto le insegne Caffo, e incassa due argenti: il Vermouth Bianco e il 1757 Extra Dry Vermouth di Torino. È il primo riscontro da concorso dell’acquisizione che, nel giugno 2025, ha portato i marchi Cinzano e Frattina dalla scuderia Campari a quella calabrese, per cento milioni di euro.

È il passo più ambizioso per Caffo da quando il Vecchio Amaro del Capo — anch’esso premiato qui, con un argento alla Riserva del Centenario — l’ha portata in testa alla categoria amari in Italia, in un comparto che da anni continua a tirare. Cinzano, vermouth torinese del 1757 ed ex gioiello Campari dal 1999, arriva con un radicamento in oltre cento mercati, completando un’offensiva che punta a spingere oltreconfine l’amaro calabrese e, in cambio, usare la rete italiana di Caffo per rilanciare un marchio che in patria aveva perso smalto.