Il fascino del vintage non lascia mai indifferenti. Figurarsi quando diventa un’impronta, un vero e proprio dettame di stile: il Doping Bar di Milano, lobby dell’albergo cinque stelle Aethos, ne è sempre stato esempio eccellente fin dalla sua apertura, ormai un decade fa, apripista di quei locali dandy, fintamente disordinati che poi hanno preso piede un po’ ovunque.
Quel vintage si ritrova nel nuovo menù firmato da Nicola Romiti, in perfetta continuità con l’identità delle pareti, dei tappeti, dell’atmosfera: si ispira alle auto d’epoca, e fa seguito alla carta cocktail precedente, dedicata invece a una mappa della città di Milano.
Diciotto cocktail in lista (di cui quattro analcolici), ciascuno ritrae un modello d’auto che ha fatto a suo modo la storia, e che per design, colore, tema o significato finisce per tradursi nel bicchiere. Il Toyota 2000GT è un long drink orientaleggiante e facilissimo da bere (Hendrick’s Gin, Amaro Yuntaku, tè, shiso, yuzu), il Fiat500 è invece una versione di Negroni a tine celesti, arricchito di olive, limone, caffè di cicoria e spirulina.
Nota di merito per il Mini Cooper S, stupendo gimlet-style con gin e cordiale di cetriolini che indovina un punto di acido pressoché perfetto; ad assaggiarlo con le tre piccole empanadas disponibili dal menu della cucina si finisce per trovare la quadra anche alle giornate più faticose.
Rimane il tratto distintivo del lavoro di Romiti, da sempre legato a un approccio tecnico e gastronomico, con preparazioni complesse che restano però armoniche e mai esagerate: è il suo quarto menù al Doping (in strettissima collaborazione con il suo braccio destro Alessandro Cuomo), dopo essere arrivato qui nel 2023 e già forte d’aver navigato più di una sfida per riportare il bar, pre-Covid autentica macchina da guerra, ai livelli che merita; su tutte, la ristrutturazione dell’intero team precedente, spostatosi con la vecchia proprietà verso altri lidi.
È anche l’occasione per godere del dehors ritraibile finalmente restaurato in febbraio, parte di un piano di rinnovamento sia strutturale che logistico; in inverno Aethos aveva aperto il suo avamposto a Champoluc, che per la stagione estiva si conferma come destinazione ambita. A Milano, invece, oltre al nuovo menù si prepara una sorpresa che farà presto parlare di sé. Ma al momento non è possibile anticipare nulla.


