Era nato «dai barman, per i barman», adesso rivolge la parola a chi desidera fare da bere in casa. Altos, di proprietà di Pernod Ricard, ha lanciato la sua prima campagna globale, Altos Always Works, costruita per dare ai consumatori la sicurezza di farsi da soli una Margarita o un Paloma più che decorosi.
Una delle aziende più rispettate e apprezzare dai professionisti cambia quindi linguaggio per una volta, ed è un gran segnale di come la miscelazione casalinga, soprattutto per ricette classiche e semplici, sia un driver per i grandi gruppi. A ideare Altos nel 2009 furono due barman: il londinese Dré Masso e il compianto Henry Besant, scomparso nel 2013, insieme al maestro tequilero Jesús Hernández, sotto l’ala di Pernod Ricard.
Il liquido è 100% agave delle Highlands di Jalisco, schiacciato con la tradizionale ruota di pietra tahona; attorno al marchio i fondatori costruirono la Tahona Society, il programma di formazione per bartender che ancora oggi assegna, tra le altre cose, il premio Altos Bartenders’ Bartender ai World’s 50 Best Bars (nella prima edizione europea ha vinto l’Italiano Giorgio Bargiani). Si eredita dai professionisti, si promette agli amatori: Altos «funziona sempre», anche in mano a chi shakera per la prima volta.
Questo nonostante il tequila, motore della crescita degli spirits per un decennio, si è raffreddato. Negli Stati Uniti ha perso il 4,1% a valore nel 2025 ed è attesa ancora in territorio negativo, secondo i dati SipSource. Nel frattempo il cocktail si è spostato in casa, spinto dal caro-vita e dalle abitudini post-pandemia che hanno insegnato a molti a montarsi da soli lo shaker, e la miscelazione domestica è diventata l’occasione dove ancora si cresce. La campagna non archivia comunque il pubblico dei bartender, la Tahona Society continua a fare formazione e a distribuire premi.
È una doppia pista che serve a Pernod, alle prese come tutto il settore con un mercato americano fiacco e con i dazi, per difendere i volumi di una categoria agave che negli ultimi anni ne aveva trainato i conti. Il tutto poggia su un riposizionamento avviato l’anno scorso con una bottiglia ridisegnata, pensata per farsi notare a scaffale e alzare la percezione di qualità in un segmento ormai affollato di marchi. Altos è il decimo marchio di tequila al mondo e, sommato all’Olmeca con cui divide la proprietà, ha piazzato 1,5 milioni di casse l’anno scorso.
Resta comunque una pedina del portafoglio agave di Pernod, che schiera anche Avión, Código e Olmeca, i mezcal Del Maguey e Ojo de Tigre e una quota nel tequila analcolica Almave di Lewis Hamilton. Affidata all’agenzia Wieden + Kennedy, la campagna estende su scala globale un tema già collaudato nel Regno Unito con lo spot «Alan the Bartender» del 2024, e dopo il debutto britannico toccherà Canada, Portogallo ed Europa meridionale, Italia inclusa.
Il primo film della nuova campagna, intitolato Snake Hips e firmato dal regista Sam Hibbard, mette in scena un padrone di casa in ansia che, per shakerare i drink, prende a dimenarsi goffamente sui fianchi. Magari più di un consumatore ci si rivedrà.


