Il castello nel cuore della zona del Cognac, i magazzini di invecchiamento e le cantine di miscelazione cambiano proprietario insieme al marchio: nell’accordo firmato con l’irlandese Cobblestone Brands, Campari cede Bisquit&Dubouché con gli immobili legati all’attività, oltre alla proprietà intellettuale e alle scorte di prodotto finito. Nello stesso pacchetto passa il tequila Cabo Wabo, con un contratto transitorio di produzione a carico del venditore. Il closing è atteso entro il 31 ottobre.
Il corrispettivo delle due operazioni non è stato reso pubblico dalle parti, mentre il gruppo di Sesto San Giovanni ha quantificato in circa 30 milioni di euro i proventi complessivi attesi insieme alla cessione parallela dei rhum agricole Bellonnie et Bourdillon Successeurs di Martinica, con i marchi Trois Rivières, Maison La Mauny e Duquesne, che va invece a un operatore industriale privato francese, non specificato.
Bisquit&Dubouché, casa fondata nel 1819 da Alexandre Bisquit, era stata rilevata a fine 2017 dal gruppo sudafricano Distell, oggi Heineken Beverages, per 52,5 milioni di euro, cifra che comprendeva scorte in invecchiamento per circa 33 milioni, marchi e impianti; il piano di allora puntava a entrare nella categoria cognac e a controllare direttamente l’affinamento, con vendite attese intorno ai 9 milioni. Cabo Wabo nacque nel 1996 per iniziativa di Sammy Hagar, cantante dei Van Halen, che nel 2007 cedette l’80% a Campari per 80 milioni di dollari e il resto nel 2010. Il tequila è oggi distribuito in oltre venti Stati americani, il cognac mantiene la propria posizione in Sudafrica, tra i mercati in crescita della categoria, oltre a Europa, Asia Pacifico e travel retail.
Le cessioni proseguono dal 2024, quando il gruppo annunciò la volontà di concentrare risorse sui marchi prioritari: da allora sono usciti il vermouth Cinzano verso Caffo 1915 per 100 milioni di euro, lo stabilimento australiano con le attività di confezionamento per conto terzi, e Averna con Zedda Piras verso Illva Saronno, sempre per 100 milioni, con closing il 28 maggio. Il semestre chiuso a giugno segna vendite nette per 1,51 miliardi di euro, in crescita organica del 2,7%, e un utile netto di bilancio in calo del 37,7% a 129 milioni.
Cobblestone Brands, con sede a Dublino, è nata nel 2021 per iniziativa di Brian Fagan, Barry Gallagher e Kevin Keenan, gli stessi imprenditori dietro Glendalough Distillery, venduta nel 2019 al gruppo Mark Anthony per una valutazione di 20 milioni di euro, e la birra Five Lamps, ceduta a C&C nel 2017. Il portafoglio conta Four Corners American Gin, Star & Key Rum dalle Mauritius, Irished Up, l’Irish coffee in lattina, e i whiskey Knappogue Castle e Clontarf, comprati da Pernod Ricard nel luglio 2025. Fagan definisce l’operazione «il momento più significativo» nella storia dell’azienda e sostiene di avere costruito una piattaforma distributiva capace di sostenere marchi finora considerati secondari dai proprietari precedenti; a marzo la società aveva nominato Dennis Carr responsabile per gli Stati Uniti.


