Campari invita a scoprire Milano con occhi nuovi

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Si chiama “The Red View – Beyond The Surface” ed è l’iniziativa in tre giorni di cultura, musica e podcast live che Campari ha organizzato a Milano anche per scoprirne i luoghi più esclusivi e inaspettati. Dopo il successo dell’edizione del 2025, in cui era stata svelata Torre Velasca, il brand ha riacceso il capoluogo lombardo dove ha avuto inizio la storia dell’azienda nel 1867. Spiega Campari che si tratta di una “iniziativa che nasce dal Dna del brand fatto di sperimentazione, visione artistica e capacità di leggere la contemporaneità e che si traduce in un invito all’intrigo: a guardare oltre ciò che è visibile, per scoprire le storie che definiscono l’identità di una città”.

A concretizzazione di tutto ciò, Campari ha scelto un luogo simbolico: la Cittadella degli Archivi del Comune di Milano, “custode silenziosa della memoria collettiva cittadina. Non una semplice location, ma uno spazio che incarna perfettamente il concept Beyond The Surface: un luogo dove il passato è conservato, ma anche pronto a essere reinterpretato“. Così The Red View è iniziata i 14 maggio e si conclude il 16 maggio: lo spazio prescelto “si trasforma in un’esperienza aperta al pubblico, dove cultura, intrattenimento e narrazione si incontrano sotto il segno del rosso Campari da sempre simbolo di passione, intrigo e sguardo non convenzionale”.

Alberto Ponchio, senior director of Marketing, Campari Group, spiega: “Con The Red View vogliamo andare oltre la superficie di Milano, di Campari, dell’aperitivo stesso. Campari nasce in questa città, ne ha respirato l’energia e ne ha contribuito a scrivere la storia. La Cittadella degli Archivi del Comune di Milano è il luogo perfetto per raccontarlo: un archivio vivo, custode di una memoria collettiva che appartiene a tutta la città, non solo a noi. Questo progetto è il nostro modo di restituire qualcosa a Milano: non una celebrazione, ma un invito a scoprirla con occhi nuovi”.

Il legame tra Campari e Milano

Nato a Milano nel 1867, Campari ha una storia che inizia letteralmente in città: Davide Campari, primo cittadino milanese della famiglia, vide la luce proprio in Galleria Vittorio Emanuele II (realizzata sulla precedente struttura fondata nel 1467 denominata “Coperto dei Figini”) dove il padre Gaspare aveva aperto il Caffè Campari. Questo spazio e il Camparino (1915) è diventato il luogo in cui ha preso forma il rito dell’aperitivo come lo conosciamo in epoca moderna, punto di incontro della società milanese del tempo, crocevia di artisti, intellettuali e borghesia.

Il Camparino in Galleria è tutt’oggi uno dei luoghi simbolo dell’aperitivo milanese affacciato su Piazza Duomo e profondamente intrecciato con la vita culturale della città. Con i suoi spazi iconici, dal Bar di Passo, che conserva lo stile Liberty originale, alla Sala Spiritello e alla più recente Sala Gaspare, il Camparino continua a rappresentare un punto di riferimento per la mixology contemporanea ed è capace di coniugare heritage e innovazione in un’esperienza riconosciuta a livello internazionale.

Da questi anni nasce un legame indissolubile tra Campari e Milano e che non ha masi smesso di evolvere. Il brand non è solo icona dell’aperitivo ma anche interlocutore costante di arte, design e creatività: Campari ha sempre “interpretato la città come laboratorio vivo, anticipandone i linguaggi e contribuendo a costruirne l’immaginario culturale. Con The Red View – Beyond The Surface, si rinnova questo legame, scegliendo di raccontare una Milano meno visibile, più stratificata, lontana dagli stereotipi e più vicina alla sua essenza più autentica”.

Parte integrante di The Red View è la mostra a cura di Galleria Campari che racconta il legame tra Campari e Milano attraverso un’ottica inedita: la storia del brand innestata in una presenza nel tessuto cittadino. Dai tavoli del Camparino in Galleria alle insegne al neon disseminate per la città, fino al manifesto che Bruno Munari ha disegnato nel 1964 per celebrare l’inaugurazione della Linea 1 della metropolitana (rossa, naturalmente), “Campari ha contribuito a definire il paesaggio visivo e sociale di Milano“. La mostra presenta una selezione di materiali originali (bozzetti, manifesti, fotografie d’epoca) che attraversano più di un secolo di storia condivisa e firmati tra gli altri da Hohenstein, Cappiello, Dudovich, Depero e Munari. Scrive Campari: “Un percorso espositivo costruito con un linguaggio contemporaneo fatto di trasparenze e stratificazioni che trova nella grafica, nelle affissioni e nei segni tipografici il filo conduttore: un omaggio alla città e al suo spazio urbano, prima ancora che al marchio”.

I podcast di Campari

Cuore del progetto è un palinsesto di podcast live realizzati con Chora e Will Media, pensati per raccontare Milano attraverso storie, prospettive e linguaggi diversi, in linea con il concept Beyond The Surface. Questo il programma:

  • Il 14 maggio alle ore 15:00, alla Cittadella degli Archivi del Comune di Milano arriva il videopodcast Supernova, che ospita Matilde Gioli: una puntata live diretta e informale che attraversa il cinema, la città e le esperienze personali.
  • Il 15 maggio alle ore 15:00 è la volta di Gangster con Piero Colaprico che ci riporta nella Milano noir della mala degli anni ’70, in un dialogo con la giornalista Ilaria Ferraresi di Chora Media. Link: https://theredview-event.campari.com/registrazione.talk.php?token=a2ea145b069d
  • Il 16 maggio alle ore 11:00, spazio a Città, con Pierluca Mariti (Piuttosto che), Antonio Giorgino (Giovane Tony) e Paolo Bovio di Will: un confronto tra generazioni, quartieri e visioni della Milano contemporanea. Link: https://theredview-event.campari.com/registrazione.talk.php?token=98b32ce884c0

Il progetto non si esaurisce nei tre giorni dell’evento. Campari sostiene la realizzazione di un murales site-specific firmato da Gio Pastori, pensato per dialogare con l’architettura e con l’identità di Campari nel contesto della Cittadella degli Archivi del Comune di Milano. Un intervento che nasce dall’incontro tra il concept Campari Red Is My Color e la vocazione archivistica del luogo, trasformando uno spazio di conservazione in uno spazio di espressione contemporanea.