Rémy Cointreau apre una nuova, storica fase con una riorganizzazione del vertice e il lancio di “RC Forward”, piano triennale con cui il gruppo francese punta a ritrovare slancio dopo tre anni segnati da un contesto definito dallo stesso management “complesso”. L’obiettivo è chiaro: aumentare la capacità del gruppo di generare valore con le proprie forze, riducendo la dipendenza dai cicli macroeconomici e riportando al centro disciplina, rapidità esecutiva e redditività.
La nuova struttura va esattamente in questa direzione. Luca Marotta assume il ruolo di deputy CEO mantenendo la supervisione su finanza, IT e legale; Ian McLernon diventa CMO con responsabilità su tutte le regioni, incluse le aree emergenti; nasce inoltre una Prestige Division dedicata a marchi come Louis XIII, Telmont e Maison Psyché. A questo si aggiungono la figura del Chief Transformation Officer e due nuove unità interne, Innovation Lab ed Executive Lab, pensate per leggere meglio i consumi, intercettare opportunità di crescita e accelerare l’implementazione del piano.
Più che un semplice riassetto manageriale, si tratta di una risposta a una fase che resta delicata per tutto il segmento premium. Le cinque leve del piano toccano infatti i nodi più sensibili dell’industria della produzione di spirits di oggi: maggiore efficienza distributiva, gestione più accurata di prezzi, formati e promozioni, investimenti marketing più selettivi, ottimizzazione degli acquisti e semplificazione dei processi decisionali. È la fotografia di un mercato in cui la forza dei brand da sola non basta più e in cui anche i grandi gruppi devono ripensare il modo in cui trasformano notorietà e posizionamento in risultati economici.
Il contesto spiega bene la portata della scelta. Nei primi nove mesi dell’esercizio 2025-26 Rémy Cointreau ha registrato vendite per 735,4 milioni di euro, in calo organico dell’1,9%, anche se il terzo trimestre ha segnato un ritorno alla crescita organica del 2,8%. A pesare è soprattutto l’andamento del Cognac, che resta esposto sia alle tensioni commerciali sia al rallentamento della domanda nei mercati chiave. Le stime di Euromonitor rilanciate da The Spirits Business indicano inoltre il Cognac come l’unica categoria spirits prevista in calo sia a valore sia a volume nel 2025 e nel 2026, segnale di una pressione che va oltre il singolo gruppo.
Eppure il peso dei marchi Rémy Cointreau nel consumo di fascia alta resta tutt’altro che marginale. Nel Brands Report 2026 di Drinks International, Rémy Martin ha chiuso davanti a Hennessy diventando il Cognac più venduto nei World’s Best Bars, mentre Cointreau si conferma fra i riferimenti assoluti della categoria liqueurs, terzo sia tra i bestseller sia tra i brand più in trend. È anche per questo che il riassetto del gruppo va letto meno come una ritirata e più come un tentativo di riallineare struttura e ambizioni: difendere il posizionamento premium, proteggere i margini e arrivare ai prossimi mesi con un’organizzazione più snella e più leggibile. I primi avanzamenti del piano saranno comunicati a giugno con i risultati annuali, mentre a novembre sono attesi i nuovi obiettivi di medio termine.


