Fuga da Dubai: due grandi eventi cambiano piani

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Nel giro di un giorno, Dubai ha visto allontanarsi due appuntamenti centrali per la bar industry internazionale. Diageo ha spostato in Scozia la finale mondiale 2026 di World Class, inizialmente prevista nell’emirato in autunno. Quasi nelle stesse ore, il Gulf Bar Show ha rinviato di nuovo la sua seconda edizione: non più a maggio, ma dal 30 novembre al 1° dicembre, sempre al Madinat Jumeirah Conference & Events Centre. Sullo sfondo ci sono ovviamente la guerra in Iran e, più in generale, un quadro mediorientale diventato troppo instabile per sostenere eventi che vivono di connessioni, considerando come anche qualora le date fossero rimaste invariate, difficilmente i grandi brandi si sarebbero accollati la responsabilità di coinvolgere ospiti internazionali.

La decisione di Diageo ha un peso particolare perché World Class, da anni, è uno dei dispositivi più efficaci con cui l’industria si confronta (volente o nolente) con il posizionamento globale del bartending. L’azienda ha scelto di cambiare sede senza però toccare l’impianto della finale, che rimane quindi invariato per finalisti, giuria ed esperienza complessiva. Cionostante, Diageo ha già pubblicamente lasciato aperta la porta a un ritorno a Dubai nel 2027, tenendo a sottolineare come il mercato locale rimanga di grande appeal, ma sia semplicemente il momento sbagliato.

Il Gulf Bar Show racconta una storia più vicina agli operatori locali e alla costruzione di un hub regionale. L’evento era stato fissato prima per il 30 e 31 marzo, poi spostato a maggio e adesso riprogrammato a cavallo fra fine novembre e inizio dicembre. Gli organizzatori parlano di “careful consideration”, formula che negli eventi significa una cosa molto concreta: costi, trasferte, presenze e attivazioni non sono più governabili con margini accettabili. Eppure il progetto non viene ridimensionato. Restano annunciati il formato ampliato, le collaborazioni internazionali e le iniziative diffuse in città. L’ambizione originale rimane, certo sarà da vedere con che frutti, dato che le nuove date piombano nel mezzo di uno dei momenti più caldi del calendario: Athens Bar Show è esattamente due giorni dopo (3-4 Novembre), la cerimonia dei 50Best Bars cade solitamente in quel periodo, ancora da annunciarsi.

Sta di fatto che si può evincere qualcosa di preciso sul ruolo di Dubai nella nightlife globale, e di quanto l’emirato continui a contare: attrae investimenti, brand e ospitalità di fascia alta, e nessuno sembra disposto a uscire davvero da quel mercato. Una piazza forte non è però automaticamente una piazza praticabile, dato che deve garantire certezza operativa; quando quella certezza si incrina, il capitale simbolico resta, ma i grandi appuntamenti cercano altrove una base più solida. Che strano guardarsi indietro solo fino a un anno fa, in ogni caso: possibile che da terra promessa, Dubai sia diventata all’improvviso così meritevole d’essere abbandonata?

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