Le occasioni della grappa secondo l’Istituto di Tutela

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L’ammazzacaffè, il bicchiere di fine pasto: uno stereotipo da cui la grappa oggi prova a uscire. L’occasione, secondo l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, arriva dall’80ª assemblea di AssoDistil. Il messaggio della relazione è netto: nel mercato degli spirits si beve meno, ma meglio. Meno volumi, più valore. Per un distillato che fa della qualità la sua bandiera è la cornice giusta, e il presidente Alessandro Marzadro la legge come l’occasione per smettere di essere «un prodotto da consumare a fine pasto».

Gli stessi numeri, però, dicono che il «bere meglio» sta premiando altri. A crescere sono i distillati da miscelare: il gin segna +25% in cinque anni, i ready-to-drink +52% sul 2019, e nei locali l’80% degli spirits finisce in un cocktail. La grappa va nella direzione opposta. Dal 2019 ha perso il 12% dei consumi interni, con la produzione di Grappa IG in calo dell’8% nell’ultimo anno rilevato. Il ricambio generazionale pesa, e pesa contro: la grappa resta un distillato da meditazione in un mercato che ha voglia di miscelazione.

Cresce invece davvero fuori confine. L’export vale circa un quinto della produzione, concentrato per due terzi tra Germania, Svizzera e Austria; la sola Germania assorbe oltre metà delle bottiglie. È una nicchia, intorno ai 19 milioni di euro, ma in territorio positivo: più 2% a volume nei primi sette mesi del 2025. C’è pure un vantaggio difensivo: con le vendite estere quasi tutte europee, la Grappa IG è poco esposta ai dazi americani che spaventano il resto del comparto. È qui, e nella mixology, che l’Istituto vede il futuro del prodotto. La diagnosi è corretta. È anche un programma da costruire quasi da zero.

Il Trentino ci arriva con buone carte: una tradizione riconosciuta, il legame con la montagna e con la filiera del vino, una cultura dell’accoglienza che tiene insieme bottiglia e paesaggio. L’Istituto locale è tra i più antichi d’Italia, nato negli anni Sessanta. Ma il fatto nuovo è nazionale: a novembre 2025 il Consorzio Nazionale Grappa ha ottenuto il riconoscimento erga omnes dal Masaf e per la prima volta può tutelare e promuovere l’intera categoria. La macchina del rilancio, insomma, è in funzione da pochi mesi.

Il «meno ma meglio» dell’assemblea, per la grappa, è un programma di lavoro. Non la foto di un sorpasso già avvenuto. Il valore non manca: territorio, indicazione geografica, mano artigiana. Da solo, però, non ha ancora riportato la grappa nei bicchieri di chi oggi ordina un gin tonic.