Puglia-Tokyo solo andata: Altamura Distilleries arriva in Giappone

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Un nuovo orizzonte, dove l’orizzonte vede il sole sorgere. Altamura Distilleries entra ufficialmente nel mercato giapponese: la distilleria italiana che ha stravolto il panorama vodka con la sua referenza da grano duro coltivato attorno all’omonima città in Puglia, ha annunciato una partnership strategica con N.Experience Ltd. L’importatore locale si occuperà di distribuzione e sviluppo, con un posizionamento mirato su bar premium, hotel di lusso, ristoranti d’autore e cocktail bar di riferimento.

«Il Giappone è uno dei mercati del beverage più stimolanti e rispettati al mondo, questo lancio è un momento estremamente importante per noi», ha dichiarato Frank Grillo, fondatore nel 2021 di Altamura Distilleries. «C’è una straordinaria attenzione per l’artigianato, la precisione e l’ospitalità, valori che entrano in profonda sintonia con la nostra filosofia». Altamura ha storicamente posto l’accento sul processo produttivo e sul brillante connubio tra lifestyle e miscelazione, andando a posizionarsi in una nicchia quasi inesistente prima, reggendo il confronto con colossi ben più storici come «Grey Goose, Belvedere e Ketel One, marchi che appaiono nei cocktail bar in Martini da 20 euro».

L’operazione si inserisce in un percorso di espansione asiatica avviato a novembre con accordi distributivi in Cina e Hong Kong. Secondo i dati riportati da Just Drinks, l’azienda ha raddoppiato i volumi di vendita nel 2025 e nei primi mesi del 2026 sta registrando una crescita pari a quasi tre volte i livelli dell’anno precedente. Altamura è oggi distribuito in oltre venti mercati, tra cui Italia, Regno Unito e Stati Uniti, rappresentato dal volto di Lorenzo Di Cola.

La fondazione del brand risale al periodo pandemico, quando Grillo e il socio Steve Acuna, entrambi americani con background nel marketing, si trasferiscono dalla Georgia alla Puglia, scegliendo come materia prima il grano duro dell’area di Altamura, lo stesso impiegato per il Pane di Altamura DOP. La vodka è distillata tre volte e imbottigliata a 43% ABV, scelta produttiva mirata a preservare le note cerealicole e una percezione gusto-olfattiva tendente all’umami. Il marchio è presente nelle carte di alcuni dei locali più premiati al mondo, da Paradiso a Barcellona a Maybe Sammy a Sydney, Drink Kong a Roma, Martiny’s a New York e The Donovan a Londra. Nel 2026 è stato inserito nella Bartenders’ Choice list di Drinks International ed è Official Vodka Partner di The World’s 50 Best Hotels.

Sul contesto giapponese, Grillo ha tracciato un quadro di luci e ombre: entrambe le estremità del mercato – ultra-premium ed entry – sono sotto pressione, ma le tendenze osservate altrove appaiono solide anche a Tokyo. «Il trend “meno ma meglio” è presente in Giappone; sotto molti aspetti, sono arrivati prima di altri mercati. La rinascita del Martini sta trainando le vendite di vodka, così come la diffusione di stili a bassa gradazione come l’highball», che in Giappone è già religione. L’azienda annuncia ulteriore espansione asiatica nel 2026 e progetti, già delineati negli scorsi anni, di estensione di gamma a gin e whisky di grano in stile americano.